Trieste, è il momento dei pro-vax: spopola appello sul web, già 60mila firme

Trieste, è il momento dei pro-vax: spopola appello sul web, già 60mila firme

Prima i cortei no-Green pass, poi le manifestazioni al porto, il maxi-focolaio da un centinaio di positivi e l'immagine di Trieste finita addirittura oltreoceano, sulle pagine del prestigioso New York Times come esempio da non seguire. Per arginare l'ondata no-vax, il capoluogo giuliano si stringe attorno all'appello, lanciato sul web da Mitja Gialuz e Tiziana Benussi, per ribadire che «Trieste è una delle capitali della scienza e della scienza si fida».

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Un messaggio chiaro per contrastare le «teorie del complotto permeate da subculture antiscientifiche» al quale hanno dato la loro adesione oltre 60 mila persone, tra cui tantissimi triestini, premi Oscar, docenti universitari, parlamentari, lo stesso governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli. «Da cittadini e giuristi - dice Gialuz all'ANSA - non potevamo lasciare che passasse il messaggio di Trieste paragonata a capitale no- vax. La nostra città è altro, non solo le manifestazioni di una minoranza rumorosa. Non ci aspettavamo di raggiungere un risultato simile in una settimana. Un triestino su tre ha aderito al nostro appello».

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Un'idea nata proprio in seguito alle manifestazioni che da settimane tengono in ostaggio la città, «causando danni non solo sanitari, ma anche sociali ed economici». «Sabato scorso - sottolinea Gialuz - la città era deserta, i negozi avevano le serrande abbassate e i ristoranti erano chiusi. Piazza Unità era blindata, una situazione surreale». «Noi però non siamo contro nessuno - puntualizza il promotore dell'iniziativa, lanciata sulla celebre piattaforma change.org -. Siamo per il confronto, tenendo sempre presente però che non esistono libertà assolute, ma diritti e doveri. E il primo limite è proprio il diritto alla salute».

Ora, forti delle oltre 60 mila adesioni, i promotori puntano direttamente a Roma. «Vogliamo portare all'attenzione del governo e del parlamento quanto sta succedendo a Trieste - conclude Gialuz -. Le reazioni alle proteste si stanno allargando dappertutto e noi abbiamo semplicemente anticipato questo sentimento». Quello di Trieste, infatti, non appare un caso isolato. Sempre sul web compaiono altre decine di iniziative simili, dalla Sardegna al Piemonte. Il fronte dei «sì-vax» si compatta e comincia a far sentire la propria voce, proprio mentre in diverse città italiane si cominciano a dettare regole più ferree per proteste e manifestazioni.

Sempre in Friuli Venezia-Giulia, il sindaco di Gorizia avverte che «non saranno tollerate violenze» per la manifestazione di sabato prossimo. «Gorizia - le parole di Rodolfo Ziberna - non vogliamo assistere a quelle scene indecorose che si sono viste in tante realtà italiane, in cui si sono addirittura messi in prima fila dei bambini per impedire alle forze dell'ordine di intervenire». Pugno duro anche del sindaco di Padova che, dopo 19 cortei in tre mesi, ha deciso di vietare i cortei consentendo solo sit-in statici, peraltro lontano dal centro storico, così come suggerito dal Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza. Gli eventuali trasgressori rischiano una multa fino a 400 euro e l'arresto fino ad un anno. «Il diritto alla salute, valore primario sancito anche in Costituzione - scrive sui social -, va garantito in tutte le modalità possibili. È un mio dovere ed è la mia precisa volontà».


Ultimo aggiornamento: Lunedì 8 Novembre 2021, 21:38
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