Mascherine, gli esperti si dividono (ancora). I medici: «Basta tifoserie, metterla è dovere civile»

Il virologo Clementi: "No all'obbligo". Bassetti si scaglia contro la bozza della circolare. Le reazioni degli esperti dopo le voci emerse ieri

Mascherine, gli esperti si dividono (ancora). I medici: «Basta tifoserie, metterla è dovere civile»

Mascherine sì o no? Dopo le voci di ieri di una presunta bozza di circolare del Ministero della Salute che prevederebbe il ritorno dell'obbligo di mascherina in caso la situazione epidemiologica peggiorasse, arrivano le prime reazioni. In primis dai medici di famiglia, tramite Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg).

Covid, tornano vaccini e mascherine? «Pronta una circolare se casi risalgono»

A margine del 79esimo congresso nazionale del sindacato, in corso a Villasimius, Cagliari, Scotti afferma: «No alla tifoseria pro e contro le mascherine. Questi dispositivi che abbiamo imparato a conoscere con la pandemia non sono solo contro il Covid. Credo vada cambiato il messaggio non più una misura per contenere Sars-Cov-2 ma una forma di educazione alla sanità pubblica. Questo non significa obbligare ma portare le persone a comprendere quali sono i presidi che ci possono davvero aiutare». 

 

 

 

Medici di famiglia: «No tifoserie pro e contro mascherine»

Dopo il lungo periodo che abbiamo vissuto «ora bisogna imparare ad avere consapevolezza che durante i periodi in cui si sommano fenomeni epidemici - Covid, influenza, malattie respiratorie - come quello a cui stiamo andando incontro, l'insieme di queste malattie (non solo il Covid) impongono la mascherina per facilitare la diagnosi differenziale e ridurre il contagio, serve cambiare il paradigma. La scomparsa dell'influenza negli ultimi due anni ha dimostrato che la mascherina funziona».

Insomma «basta dire che dobbiamo mettere la mascherina solo per il Covid. Cosi si continua una sorta di guerra di religione tra chi vuole l'obbligo e chi vuole la libertà. Noi diremo ai nostri pazienti che la mascherina li protegge in maniera complessiva contro le malattie respiratorie. Se la politica e gli esperti noti invece di far partire la tifoseria facessero un discorso più complessivo di protezione ci sarebbero meno rischi», ha detto anticipando che «nel mio studio si entrerà con la mascherina, anche senza indicazioni di legge, mi porrò solo il problema di fornirla ai pazienti».

Bassetti: no restrizioni a scuola

L'infettivologo Matteo Bassetti si scaglia invece contro l'ipotesi di mascherine o altre restrizioni a scuola. «L'unica cosa che alcuni conoscono per combattere il Covid è quello di mettere restrizioni a scuola. L'equazione è semplice: salgono i tamponi positivi: mascherine obbligatorie in classe. Basta colpire sempre la scuola», scrive su Twitter.

Clementi: ritorno mascherine non ha senso

«Prevedere, in caso di peggioramento epidemiologico di Sars-CoV-2, la reintroduzione dell'obbligo di mascherina in spazi pubblici al chiuso e misure temporanee che somigliano a un piccolo lockdown (lavoro da casa e riduzione delle dimensioni di eventi che possono prevedere folla, ndr) non ha nessun senso. E oggettivamente sarebbe imbarazzante se uscissero circolari in questo momento con questi contenuti». Ne è convinto Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di microbiologia e virologia dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

«Oggi da un punto di vista clinico, che è l'unica cosa che conta realmente, non c'è alcuna pressione sulle strutture sanitarie. Non ci sono ricoveri per Covid grave se non limitatissimi e in persone che hanno comorbidità importanti. Le polmoniti sono in numero bassissimo, anche se c'è questa ripresa - attesa - dei casi di infezione, legata totalmente alla ripresa della scuola, delle attività lavorative e dei viaggi sui mezzi di trasporto», dice all'Adnkronos Salute. Adesso, prosegue il virologo, «va valutata l'entità» di questa ripresa di Covid, «ma invece di valutarla sul numero di tamponi positivi, che è fallace perché porta a enfatizzare un evento che non ha questa significatività, si dovrebbe valutare il numero di soggetti che hanno una patologia Covid importante, in termini di numero di casi di ricovero e di ricovero in terapia intensiva. Veramente questa quota oggi è contenuta, non ci sono elementi. Ma questi sono i numeri realmente da monitorare».

Da un punto di vista epidemiologico, osserva Clementi, «la situazione si sta modificando. Va controllata, ma senza perdere la testa». E il fatto che si veda circolare l'influenza «significa che il quadro epidemiologico sta andando verso una normalizzazione - riflette Clementi -. All'inizio di una stagione autunnale-invernale è normale che ci sia una ripresa delle infezioni respiratorie, ma è un evento da affrontare con gli strumenti tradizionali della medicina che abbiamo. È un ritorno alla normalità, per certi versi».

Per quanto riguarda le mascherine, il virologo ne riconosce l'utilità e, anzi, ne suggerisce l'uso in certe circostanze: «Ho sempre detto che togliere l'obbligo della mascherina non significa imporre l'obbligo di non usarla. Abbiamo appreso che è un elemento che in condizioni critiche o di rischio ci protegge non solo da Covid ma anche dall'influenza e da altre infezioni respiratorie. Può dar fastidio, però se una persona si vuole proteggere in condizioni di sovraffollamento e se la porta in tasca non fa un'azione sbagliata. Io sui mezzi pubblici - suggerisce - continuerei a usarla in questo periodo. Ma ciò non toglie che non dovrebbe essere obbligatoria». 


Ultimo aggiornamento: Sabato 8 Ottobre 2022, 18:16
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