Galli boccia il Governo: «Il sistema a colori non ha funzionato. Ora chiudere, diagnosticare e vaccinare»

Galli boccia il Governo: «Il sistema a colori non ha funzionato. Ora chiudere, diagnosticare e vaccinare»

L'infettivologo Massimo Galli, direttore del dipartimento Malattie Infettive dell'ospedale Sacco, questa mattina ospite a Buongiorno su SkyTg24, boccia le misure del Governo«Il sistema a colori che è stato applicato, con le caratteristiche che ha avuto fino ad ora, non ha funzionato. Non ha funzionato soprattutto per la concezione, quasi automatica, delle riaperture al raggiungimento di certi parametri, prima che questi in realtà si consolidassero», le parole di Galli, in prima linea da quasi un anno nel suo ospedale contro la pandemia di coronavirus

 

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«Il risultato - ha aggiunto - è che prima delle feste abbiamo avuto una situazione in cui quello che stava cominciando significativamente a scendere ha cessato di scendere e sta risalendo. Nell'esecuzione dei tamponi ultimamente c'è stata un'oggettiva flessione - aggiunge Galli - dovremmo considerare la possibilità di andare ad applicare dei programmi 'alla cinese': fanno molti tamponi rapidi, ma li fanno a milioni di persone. In determinate aree facilita a circoscrivere certi fenomeni e facilita conseguentemente la possibilità che determinate realtà lavorative e di studio possano rimanere aperte. Altrimenti si chiude tutto e si cerca di avere le vaccinazioni».

 

Su scuola e vaccino ai guariti

 

Secondo Galli inoltre bisognerebbe evitare di vaccinare chi ha già avuto la malattia. «È una decisione di comodo farlo, non c'è uno straccio di dato che dica che in quelli che hanno già fatto l'infezione sia sicuro e utile vaccinare - spiega - la probabilità di avere una seconda infezione, dai dati che ci sono, anche se abbastanza frammentari, è forse meno dell'1%. Non sono noccioline, in Italia almeno due milioni di persone hanno questo tipo di situazione e lo sanno, forse altrettanti la hanno e non lo sanno».

 

Secondo l'esperto è possibile riaprire le scuole. «Il discorso trasporti, che è un discorso cardine, realisticamente non riusciremo a gestirlo in sicurezza. I progressi fatti sono piuttosto ridotti. Per riaprire le scuole non vedo che due vie: tentare una diagnostica estesa per l'identificazione rapida di eventuali problemi in ambito scolastico e rendere il più rapida possibile la vaccinazione perlomeno degli insegnanti e del personale, per poi ragionare anche sui ragazzi».

 

«Chiudere, diagnosticare, vaccinare»

 

Dall'attuale situazione dell'epidemia si esce «con un ultimo sforzo, ma solo se facciamo qualcosa di radicale, con la certezza di avere la vaccinazione sotto mano. Chiudere molto, diagnosticare molto, vaccinare molto», la ricetta di Galli in un'intervista a Fanpage.it. «Il quadro non è ancora disastroso come quello già visto in precedenza - aggiunge Galli -, ma sufficientemente allarmante per rendere necessarie maggiori attenzioni. Non possiamo più sbagliare, dobbiamo tenere ancora gli ospedali in assetto Covid. Questo è molto grave e insieme sgradevole, perché abbiamo reparti ancora utilizzati per i pazienti Covid e che avremmo voluto tornare a convertire alle loro funzioni precedenti, ma non si riesce».

 

La gestione delle terapie intensive, spiega Galli, ha spesso problemi di organico più che di posti letto. «La situazione delle terapie intensive è sempre un elemento critico. C'è sempre una polemica con i rianimatori, legata al fatto che i letti considerati dalle stime ufficiali non sono quelli veri. Il punto è: un conto sono i mobili e un conto le persone. In molte situazioni è carente il personale specializzato in grado di gestire le realtà. Quindi si crea una contraddizione tra disponibilità reali e teoriche. Guardando ai dati nazionali, poco più di 2500 letti sono occupati da persone con covid, siamo oltre la soglia del 30 per cento considerata critica per la gestione complessiva». 


Ultimo aggiornamento: Venerdì 15 Gennaio 2021, 17:39
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