Covid, il Piemonte introduce l'idrossiclorochina nel protocollo di cure. Burioni: «Inutile e pericolosa, buttatela nel cesso»
di Simone Pierini

Covid, il Piemonte introduce l'idrossiclorochina nel protocollo di cure. Burioni: «Inutile e pericolosa, buttatela nel cesso»

Il Piemonte ha introdotto l'idrossiclorochina nell'aggiornamento del protocollo per la presa in carico a domicilio dei pazienti Covid effettuata dalle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Una decisione che ha scatenato la dura reazione di Roberto Burioni che ne parla come una cura inutile e pericolosa per le reazioni avverse riscontrate. «Piemontesi sappiate che studi sterminati hanno stabilito non solo che per COVID-19 l’idrossiclorochina è inutile, ma che è anche pericolosa. Se qualche “medico” ve la prescrive buttatela nel cesso e cambiate medico velocemente», ha scritto Burioni su Twitter.

 

La nota della Regione Piemonte

Nella nota della Regione Piemonte illustrata dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi, si introduce l'idrossiclorochina «nella fase precoce della malattia, insieme a farmaci antinfiammatori non steroidei e vitamina D. In più, prevediamo la possibilità di attivare ‘ambulatori Usca’ per gli accertamenti diagnostici altrimenti non eseguibili o difficilmente eseguibili al domicilio, ottimizzando le risorse professionali e materiali disponibili». 

 

 

L'Oms: forte raccomandazione contro l'uso dell'idrossiclorochina

La scelta ha provocato diverse polemica poiché l'uso dell'idrossiclorochina è altamente sconsigliato sia dall'Organizzazione mondiale della sanità che dall'Aifa. L'Oms - secondo quanto si legge nella prima living Guideline - esprime una «forte raccomandazione contro l'uso dell'idrossiclorochina in via preventiva per gli individui che non hanno Covid-19. C'è un interesse diffuso - scrivono - sul fatto che gli interventi farmacologici possano essere utilizzati per la prevenzione della Covid-19, ma c'è incertezza su quali farmaci, se ce ne sono, siano efficaci».

 

Di qui la necessità di approfondire per fornire a medici e amministratori pareri aggiornati sulla base delle evidenze scientifiche. La forte raccomandazione contraria rispetto all'uso di idrossiclorochina in via preventiva deriva da una revisione sistematica basata su 6 studi condotti su 6.059 partecipanti che hanno rilevato come questo farmaco antimalarico, indicato anche per pazienti con artrite reumatoide, ha avuto un effetto minimo o nullo sulla mortalità e sul ricovero in ospedale da Covid-19. Inoltre ha determinato un effetto minimo o nullo sull'infezione Sars-CoV-2 e probabilmente un aumento degli eventi avversi che ha portato alla sospensione dell'uso in diversi pazienti. Il panel ritiene quindi che «questo farmaco non sia più una priorità di ricerca e che le risorse dovrebbero piuttosto essere orientate alla valutazione di altri farmaci più promettenti per prevenire il Covid-19». I successivi aggiornamenti della living Guideline, sviluppata con il supporto della Magic Evidence Ecosystem Foundation, riguarderanno altri farmaci oggetto di indagine per il loro ruolo nella prevenzione della Covid-19.

 

 


Ultimo aggiornamento: Lunedì 8 Marzo 2021, 08:13
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