Il farmaco antitumorale efficace contro il Covid: lo studio sull'Aplidin

Il farmaco antitumorale efficace contro il Covid: lo studio sull'Aplidin

In attesa di sviluppare una cura specifica contro il Covid, da un anno a questa parte la comunità scientifica ha cercato di trovare delle terapie efficaci a partire da farmaci utilizzati per altre patologie. Qualche mese fa, come Leggo aveva già raccontato, una speranza era sorta intorno ad un antitumorale, l'Aplidin, prodotto in Spagna. Ora c'è anche uno studio che conferma non solo la sua efficacia, ma anche la sicurezza per i pazienti.

 

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Aplidin efficace contro il Covid?

Le prime ipotesi sull'efficacia dell'Aplidin, un farmaco a base di plitidepsina, anche contro l'infezione da Sars-CoV-2, erano state diffuse nell'ottobre scorso e anche Leggo ne aveva parlato. Il medicinale, prodotto dall'azienda spagnola Pharmamar, era stato testato su diversi pazienti nel paese iberico, con risultati decisamente incoraggianti: in tutti i ricoverati era diminuita la carica virale, con il 37% dei pazienti guarito entro una settimana e l'80% dei pazienti dimesso dopo due settimane.

 

Lo studio che conferma l'efficacia dell'Aplidin

Due giorni fa, sulla rivista Science, è stato pubblicato un articolo che sintetizza le conclusioni di uno studio sull'effiacia dell'antitumorale Aplidin anche contro il Covid. Allo studio hanno partecipato virologi e microbiologi provenienti da Stati Uniti, Spagna, Francia e Italia. La plitidepsina, la molecola contenuta nel farmaco, ha dimostrato infatti di avere una notevole potenza antivirale e anche una maggiore sicurezza rispetto ad altri farmaci già usati sperimentalmente contro il Covid. L'Aplidin è stato testato anche sugli animali, dimostrando una riduzione della carica virale nei polmoni pari a quasi il 99%.

 

Il ruolo della plitidepsina contro il Covid

La plitidepsina, rispetto ad altre molecole contenute in farmaci antivirali già utilizzati contro il Covid, ha un notevole vantaggio: quello di essere più sicura in merito ai possibili effetti collaterali sull'organismo. Il corpo umano, infatti, sembra tollerare maggiormente l'invasività di questa molecola, che agisce bloccando la proteina eEF1A, presente nelle cellule e utilizzata dal virus Sars-CoV-2 per replicarsi e infettare le altre cellule. L'articolo su Science si conclude così: «Alla luce dei dati su efficacia e sicurezza della sperimentazione clinica, la plitidepsina dovrebbe essere maggiormente utilizzata per il trattamento del Covid-19».

 

L'efficacia di Aplidin sulle varianti del coronavirus

«Tra tutti gli inibitori del virus Sars-CoV-2 che sono stati sperimentati, la plitidepsina si è dimostrata la molecola più potente», ha spiegato Adolfo Garcia-Sastre, microbiologo spagnolo che ha partecipato alla sperimentazione clinica dell'Aplidin contro il Covid. C'è anche un certo ottimismo sull'efficacia della plitidepsina sulle diverse varianti del virus. Kris M. White, microbiologo statunitense e collega di Garcia-Sastre alla scuola di medicina Icahn del Mount Sinai Hospital di New York, ha infatti spiegato: «La plitidepsina è un inibitore molto potente, ma ha anche un altro vantaggio: agisce su una proteina delle cellule umane e non sulle proteine del virus. Questo significa che se l'efficacia verrà nuovamente confermata da altri studi, il virus del Sars-CoV-2 non potrà diventare più resistente al trattamento tramite nuove mutazioni».

 

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 27 Gennaio 2021, 14:36
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