Stellantis accelera sulle batterie: joint venture con Samsung dopo quelle con LG e Daimler-Total
di Giorgio Ursicino

Stellantis accelera sulle batterie: joint venture con Samsung dopo quelle con LG e Daimler-Total

Stellantis mette a segno un altro colpo. Dopo il fresco accordo con LG, arriva l’annuncio della joint venture con l’altro gigante coreano della chimica e dell’elettronica. Per ora la multinazionale automotive e la Samsung SDI hanno siglato un memorandum d’intesa che si trasformerà in una vera società quando saranno ottenute le approvazioni normative e portate avanti le analisi sull’ubicazione delle factory. Il campo è sempre quello, degli accumulatori di energia per veicoli elettrici o ibridi plug-in, il settore più in crescita della nuova mobilità ecologica. Un comparto di ingenti investimenti e di tecnologia sensibile che, è ormai evidente, le case di auto non sono disposte a lasciare in mano alle aziende specializzate che sarebbero diventate grandi “fornitori”, drenando una parte rilevante del business su gomma. Non si tratta solo di realizzare le costose e pesanti unità da montare a bordo, ma di entrare nel core dell’affaire delle “celle e dei moduli”, la parte più nobile.

L’iniziativa riguarderà i mezzi prodotti in Nord America, sia Usa che Canada e Messico, la parte che attualmente garantisce più fatturato e, soprattutto, ritorno al quarto player mondiale del settore. L’inizio della produzione è schedulato per il 2025 con una capacità installata che al via sarà di 23 gigawattora per poi salire a 40. Esattamente uguale a quella garantita dall’intesa con LG che dovrebbe diventare operativa prima, nel trimestre iniziale del 2024. Nel 2030 gli italo-franco-americani prevedono di vendere dall’altra parte dell’Atlantico almeno il 40% della produzione “ricaricabile”, full electric o ibrida plug-in. Il ceo Carlos Tavares prevede di investire entro il 2025 almeno 30 miliardi nell’elettrificazione e nello sviluppo del software, mantenendo il 30% di efficienza in più rispetto alla concorrenza nel rapporto fra spesa per Ricerca e Sviluppo e in conto capitale rispetto ai ricavi.

Una capacità totale con i due partner orientali, quindi, di 80 GWh in America settentrionale che si somma ai 120 GWh previsti in Europa dalla ACC, una società di cui fa parte anche la Daimler e la Total. Nel 2030 la necessità totale di Stellantis dovrebbe essere di 260 GWh l’anno. «Ora siamo ben posizionati per competere, le nostre collaborazioni migliorano la velocità e l’agilità», ha dichiarato l’ad di origini portoghesi. Intanto la crisi dei semiconduttori attanaglia il comparto con risvolti pesanti sulla produzione. Ieri Renault ha dato i risultati del trimestre ed il numero due del Gruppo, Clotilde Delbos, ha annunciato che la casa francese perderà alla fine del 2021 mezzo milione di veicoli rispetto alle previsioni.

Da luglio a settembre il fatturato di Parigi è stato di 9 miliardi di euro, il 13% in meno in confronto con lo stesso periodo delle scorso anno. Rimane pero invariato il target del 2,8% del ritorno sui ricavi nell’intero esercizio. La situazione è critica a livello mondiale e quest’anno la produzione sarà più o meno uguale rispetto al 2020 quando in molti paesi del mondo ci fu il lockdown. A dicembre le consegne di nuovi veicoli non dovrebbero arrivare a 80 milioni e per tornare a 90 bisognerà attendere il 2023.


Ultimo aggiornamento: Domenica 24 Ottobre 2021, 09:39
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