Montecarlo, dal mucchio selvaggio emerge la Ferrari: prima fila tutta rossa, il Principino in pole

Montecarlo, dal mucchio selvaggio emerge la Ferrari: prima fila tutta rossa, il Principino in pole

di Giorgio Ursicino

Pronostico rispettato. Il Principino è il padrone della sua Montecarlo. Nonostante la Formula 1, finora, non gli ha mai riservato grandi soddisfazioni sulla prestigiosa pista di casa. La Ferrari c’è, è sempre lì. La monoposto più competitiva della stagione 2022. Almeno sui tracciati misti e guidati. Dove l’aerodinamica e la potenza massima, le armi preferite dalla Red Bull, non sono tutto, ma entrano in ballo caratteristiche come trazione, guidabilità ed un motore che, più di privilegiare la cavalleria, è studiato per essere gestito col gas nelle accelerazioni e nei cambi di carico. Un’astronave del genere dove si può trovare più a suo agio se non nel salotto del Principe? Un saliscendi contornato di guardrail, che corre fra il Porto, la Piscina e il Casinò più esclusivi del pianeta. A Monaco non sempre è facile.

Le qualifiche, però, hanno rispettato le gerarchie viste nelle prove libere. Pole a Charles che vive uno stato di grazia. Prima fila a Carlos, tornato veloce è per niente falloso. In seconda linea ci sono le due vetture di Adrian Newey a punte invertite, con il bravo Perez che precede il fenomenale Verstappen. Poi i due sbarbatelli sudditi della Regina, Norris e Russell, che hanno tutte le carte in regola per allungare la sfilza di successi del Regno Unito rafforzata negli ultimi 15 anni dalle imprese del Re Nero (UK ha vinto 307 gran premi contro i 43 dell’Italia, 20 Titoli Mondiali rispetto ai 3 tricolori che risalgono tutti a 70 anni fa). Poi, in sole 3 posizioni, 13 titoli iridati: Alonso (2), Hamilton (7) e Vettel (5). Nel GP più strambo dell’anno l’esperienza e il talento contano assai. In realtà, non tutto e filato così liscio.

O almeno fino all’ultimo tentativo della Q3, quando i 10 migliori erano tutti in fila per tentare il ribaltone finale che nessuno può escludere che potesse accadere. Carlos puntava alla prima pole. Il messicano Checo cercava almeno un posto in prima fila. L’olandese volante sognava un colpo alla superMax, andando a prendersi la pole dopo due giorni un po’ opachi. Invece niente. Proprio Perez che apriva le danze, dopo il tornantino della Vecchia Stazione piegava a destra nella curva Mirabeau per gettarsi nella 90° del Portier che immette nel rettilineo “anomalo” del Tunnel che si percorre ad oltre 300 orari. A quel punto si tratta di superare se stessi, di togliere qualche millesimo ad un tempo già perfetto. L’unico modo è staccare qualche centimetro dopo o accelerare qualcuno prima.

Ma non sempre le ciambelle riescono con buco e Sergio ha messo il piede sul gas quando l’angolo retto del Portier doveva ancora passare. Il quel punto di campioni se ne sono appiccicati tanti (pure Senna, Re assoluto del tracciato con 6 trionfi) ed, anche se la velocità è bassa, i danni dal carrozziere possono essere tanti perché, da dove si passa alle barriere, lo spazio è zero. Sainz seguiva a qualche secondo ed aveva gli occhi puntati all’infinito. Così non ha visto le luci gialle, che indicavano di rallentare, ed ha picchiato sulla Red Bull. Si fermavano invece il campione del mondo e il “predestinato” che stava addirittura migliorano il suo tempo. Giochi finiti, non c’era più tempo di ripetere l’assalto.

Leclerc, chiaramente, non vuol sentire parlare di fortuna e difende il suo capolavoro: «La bandiera rossa mi ha tolto il giro migliore, era da poco passato il primo intertempo ed avevo 4 decimi di vantaggio sul mio crono...». Oggi sembrerebbe tutto perfetto per tornare a vincere dopo la tripletta consecutiva di Verstappen ad Imola, Miami e Barcellona che lo ha lanciato in testa al Campionato. Chi parte in pole a Monaco ha più della metà dell’opera in tasca. Poi, se a fianco ha il compagno di squadra che non lo insidia, ma lo protegge, è ancora più facile. Ad animare la giostra e togliere la monotonia ci pensano le previsioni del tempo che danno pista bagnata poco prima del via. Con due ore a corriere come indemoniati su un asfalto inzuppato in quelle montagne russe il risultato non può essere scontato.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 30 Maggio 2022, 11:34
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