Mobilità sostenibile, i progressi enormi della Taycan: la nuova elettrica Porsche migliora le performance del 35%

Mobilità sostenibile, i progressi enormi della Taycan: la nuova elettrica Porsche migliora le performance del 35%

di Giorgio Ursicino

Taycan si rinnova. E i professori di Porsche, ormai indipendente e quotata in borsa a Francoforte, dimostrano quanto siano elevate le potenzialità della mobilità sostenibile, quella ad emissioni zero. Che, dal punto di vista delle prestazioni, la propulsione elettrica non sia nemmeno paragonabile a quella termica è ormai noto. I veicoli ad induzione hanno messo nell’angolo i motori ad idrocarburi già nella fase embrionale. Sia nell’ottica della potenza, sia in quella dell’agilità, con accelerazione e ripresa che non temono confronti. Ora, con il passare del tempo, i margini iniziano a diventare enormi, rendendo ingiusto qualsiasi tipo di confronto. Gli ingegneri di Zuffenhausen sono stati fra i primi costruttori tradizionali a mettere le mani sulle auto che non inquinano proponendo, già nel 2019, una berlina sportiva con caratteristiche di primo piano.

I clienti hanno afferrato al volo: la Taycan si è mossa come una signora affermata, imponendo con autorità la sua filosofia innovativa. In 4 anni sono usciti dalla fabbrica 150 mila esemplari, circa 40 mila l’anno, con una precisione teutonica, nonostante il covid e la conseguente carenza di componentistica. Taycan ha accettato la sfida con la mitica 911, superando in scioltezza la Panamera, l’ammiraglia a combustione. Meglio di lei hanno fatto solo i Suv, la Cayenne e la Macan, pronti a passare al “full electric” anche loro. Come da consuetudine, i tecnici di Stoccarda, appena inviato il gioiello negli showroom, hanno iniziato a migliorarlo perché, specialmente con le nuove tecnologie, ci sono margini di progresso enormi. Gli “scienziati” nei laboratori mettevano mano su hardware e software.

I famosi “collaudatori” verificavano, in tempo reale sul campo, che gli sviluppi al computer fossero confermati dai test. Oltre 3,6 milioni di chilometri, a tutte le latitudini, con qualsiasi condizione ambientale, anche le più estreme. Ora è pronto l’“upgrading” e sembrano passate diverse generazioni, almeno misurandole con la vecchia tecnologia che mai sfoggiava miglioramenti a due cifre. Il passo avanti è impressionante. Performance, efficienza, consumi ed autonomia fanno un balzo di circa un terzo tanto che, nonostante dal punto di vista estetico mostra solo dei ritocchi, la vettura si propone come un progetto diverso. Cominciamo dall’inizio. Sempre disponibile la doppia variante di motore, su un solo asse o su entrambi.

Si parte dalla semplice Taycan con propulsore posteriore da 320 kW (60 in più di prima), per passare alla 4S con 440 kW, alla Turbo che ha 650 kW fino ad arrivare alla Turbo S da 700 kW (ben 140 kW sopra il modello più potente della generazione precedente con il Launch Control), ovvero la bellezza di 952 cavalli.

Con la funzione “push-to-pass” del pacchetto Sport Chrono è possibile avere, pigiando un semplice pulsante, 70 kW in più per 10 secondi in modo da effettuare sorpassi ancora più brucianti. Il retrotreno ospita un’unità motrice che garantisce fino a 80 kW in più di prima con un peso inferiore di 10,4 kg. Veniamo alla batteria. Ora è Plus, agli ioni di litio, e sale dai 93 kWh precedenti agli attuali 105. Il rapporto fra cobalto, nichel e manganese è di 8:1:1, le celle a sacchetto sono 396 raggruppate in 33 moduli.

L’impianto è sempre ad 800 volt, ma la potenza di ricarica ha una crescita di 50 kW, passando da 270 a 320 kW, un livello riservato solo alla fuoriserie. Nonostante la capacità dell’accumulatore aumentata del 12%, i tempi di rifornimento scendono sensibilmente e in 18 minuti si passa dal 10% all’80% (prima ne servivano 37). Potenze oltre i 300 kW possono essere mantenute per diversi minuti ed i tempi scendono significativamente anche con le basse temperature. Tutte queste cose, insieme ad una gestione energetica più raffinata da parte del software, fanno crescere l’autonomia che nella Taycan Sedan arriva a 678 km nel ciclo Wlpt, 175 km (il 35%) più di prima. Nell’uso urbano il range può superare gli 800 km, mentre 8 giornalisti, che hanno guidato i primi esemplare della nuova Taycan sulle highway fra Los Angeles e San Diego (velocità media 120-130 km/h), sono riusciti a percorrere quasi 600 km prima di rabboccare. Impressionanti le prestazioni.

La Taycan abbassa di 0,6 secondi lo 0-100 (ora 4,8”), la versione al top di gamma (la Turbo S) di 0,4, arrivando all’incredibile valore di 2,4”. Un risultato irraggiungibile da qualsiasi Porsche endotermica, anche le mitiche corsaiole 911 GT3 e GT2. La massima potenza di ricarica in decelerazione alle alte velocità sale da 290 a 400 kW. L’impianto di illuminazione di serie è Matrix con ciascun faro composto da oltre 32 mila micro LED controllati in appena 16 millesimi di secondo che garantiscono un visibilità ottimale fino a 600 metri adattandosi ad ogni situazione. Migliorato anche il telaio attivo con l’assetto “Active Ride” che, grazie alle sospensioni pneumatiche di serie, garantisce un distanza da terra sempre perfetta che ad elevate velocità si abbassa automaticamente di 22 millimetri. Le ruote posteriori sono sterzanti di 2,8 gradi, con un diametro di 21 pollici.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 28 Febbraio 2024, 08:10
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