Mercedes "rallenta" Hamilton: appuntamento per uguagliare il record di Schumi in casa, al GP di Germania
di Giorgio Ursicino

Mercedes "rallenta" Hamilton: appuntamento per uguagliare il record di Schumi in casa, al GP di Germania

Non vince Hamilton e la corsa è più noiosa. Il Gran Premio di Russia nel Parco Olimpico di Sochi finisce infatti nelle mani del suo fido scudiero Bottas e quindi non c’è da raccontare di imprese eroiche o incredibili record che di solito accompagnano i trionfi dell’inglese. La Mercedes è troppo superiore e la solita performance perfetta del giovane Verstappen non basta per oscurare le Stelle. Il sei volte campione del mondo, che è scattato magnificamente dalla pole dopo aver stabilito il nuovo record del circuito, è stato penalizzato di dieci secondi per «aver simulato partenze pericolose al di fuori dell’area consentita durante i giri di schieramento».

Per il fenomeno, che tiene controllo tutto e che sabato ha iniziato il giro in Q2 solo 8 decimi prima che il semaforo diventasse rosso, sembra una follia. Anche perché al suo box ci sono i migliori strateghi del Mondiale e non si capisce come non gli hanno detto se avesse preso un colpo di sole, non tanto nel primo, ma nel secondo tentativo. Lewis l’incredibile manovra l’ha fatta due volte con il pubblico tornato sulle tribune dopo il covid che sgranava gli occhi nel vedere il Re, di solito attentissimo agli aspetti della sicurezza, partire da fermo mentre i colleghi sfrecciavano in piena accelerazione.

Roba da farsi male. Un gesto inspiegabile per un campione come lui. Il GP è stato così scontato che dopo la bandiera a scacchi tutti hanno cercato di scoprire perché il team che da sei anni domina la scena e il pilota sicuramente più bravo avessero fatto quella fesseria. Per mettere un po’ di pepe ad un Campionato scontato o per dare un “contentino” a Valtteri che proprio non riesce ad infastidire il caposquadra se tutto fila liscio. Sochi, poi, è una delle piste preferite dal finlandese e in passato aveva fatto un favore a Lewis proprio in Russia lasciandogli la testa della corsa.

Le ipotesi più diaboliche parlano di un piano più raffinato: il prossimo sarà il trionfo numero 91 di Hamilton in F1 e lo accompagnerà nella leggenda di questo sport consentendogli di affiancare Michael Schumacher come driver più vincente di tutti i tempi. Fra due settimane si correrà al Nurburgring, in Germania, e quale migliore occasione per una squadra tedesca festeggiare un avvenimento tanto importante a pochi chilometri da dove è nato Schumi che ha iniziato e finito la sua straordinaria carriera proprio con le Freccie d’Argento? Favole. Sia come sia, con i due punti sulla patente che si è beccato ieri Hamilton dovrà stare attento perché se nelle prossime gare ne prenderà altri due sarà squalificato per una corsa.

Forse un altro modo per ravvivare la competizione. A fine gara i commissari hanno fatto marcia indietro restituendo i punti sul permesso di guida e sostenendo che il pilota è stato indotto in errore dai box. Il britannico sempre corretto nel paddock chiaramente non ha polemizzato, ma è sembrato un po’ scocciato perché gli hanno impedito di tentare la rimonta. È stato infatti richiamato ai box per cambiare le gomme mentre era in testa e ancora veloce e lui non voleva tanto che ha discusso a lungo via radio con l’ingegnere di pista.

Una volta fatto il pit, Lewis si tenuto tranquillo in terza posizione non dando l’impressione di “stare al gioco”. Ai piedi del podio Perez e Ricciardo che ha preceduto Leclerc (6°). Il monegasco era abbastanza soddisfatto, forse gli ultimi sviluppi hanno consentito di fare un leggero passo avanti. La Ferrari però, oltre a Mercedes e Red Bull, è arrivata ancora una volta dietro a Racing Point e Renault è l’impressione è che anche la McLaren potesse essere davanti se l’incidente al via non avesse messo fuori causa Sainz e azzoppato Norris. Vettel solo 13°.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 1 Ottobre 2020, 14:27
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