Hamilton e Leclerc, futuri ferraristi, sfidano il cannibale Verstappen. In Bahrein scatta la stagione più lunga della F1

Hamilton e Leclerc, futuri ferraristi, sfidano il cannibale Verstappen. In Bahrein scatta la stagione più lunga della F1

di Giorgio Ursicino

I motori si accendono, da oggi si fa sul serio. Sono in programma, sulla pista di Sakhir alla periferia di Manama, le prime prove ufficiali del GP del Bahrein che si disputerà sabato pomeriggio sulla ricca isola del Golfo Persico. Si apre così, in un giorno anomalo, il Campionato del Mondo di Formula 1, il più lungo e impegnativo in tre quarti di secolo di storia gloriosa. Una sfida al cardiopalma attraverso 24 gran premi che si disputeranno a tutte le latitudini, dall’inizio di marzo a dicembre. Al di là di sorprese sempre dietro l’angolo nel Circus, a contendersi il bottino grosso saranno i tre top team protagonisti assoluti nel nuovo millennio. In verità, la Red Bull non può non essere un gradino sopra gli altri.

Viene da una stagione da incorniciare dove ha ritoccato in alto tutti i precedenti record, lasciando alla concorrenza un solo giorno di gioia, quando Sainz portò al trionfo la Ferrari a Singapore. Super Max è tre volte campione del mondo in carica e il solito, geniale, Newey è l’unico mago che ha capito qualcosa sulle monoposto ad affetto suolo che si incollano all’asfalto attraverso un diabolico fondo. Bolidi con un’aerodinamica molto più sofisticata di quella di un jet che hanno l’obiettivo di infilarsi nell’aria come un coltello nel burro, trasformando gli invisibili “flussi” in macigni che fanno la differenza.

Le altre due squadre che avrebbero l’ambizione di dominare, manco a dirlo, sono la Mercedes e la Ferrari, con quest’ultima che ha talmente tanto prestigio da essere inserita fra le probabili favorite anche se sono oltre tre lustri che non acchiappa un titolo ed ha un team principal e due piloti che hanno fatto altrettanto rispetto a due avversarie che, in poco più di un decennio, hanno messo in bacheca insieme 28 Mondiali fra Piloti e Costruttori. Corazzate del genere dovrebbero avere entrambi i piloti fenomeni, ma i riflettori di tutti sono puntati su tre moschettieri, capaci di attirare la passione delle folle che li ha già eletti, con meriti diversi, gli autentici fuoriclasse: nell’ordine di peso specifico attuale Verstappen, Hamilton e Leclerc.

Il favorito per fare poker non può che essere l’olandese volante, per la sua rapidità accompagnata da un’infallibilità fuori dal comune che lo rende quasi un ragazzo bionico, il primo vero campione nell’era dell’intelligenza artificiale. In più, il figlio d’arte sfoggia un’astronave perfetta che ogni anno fa un passo in avanti più lungo della concorrenza, quello che ci vuole per spadroneggiare in F1. Newey ha sorpreso ancora e, mentre i sui colleghi di Maranello e Stoccarda (che però lavorano in Inghilterra) hanno spinto in modo evolutivo, cercando di migliorare i punti deboli delle precedenti vetture, ha fatto un balzo rivoluzionario, sconvolgendo un progetto vincente, anzi dominante. Se non fosse il professore di tutti i maestri, si potrebbe pensare di avere a che fare con un folle esaltato.

Se Adrian, ancora una volta avrà visto giusto, e i dati strumentali verranno confermati dai verdetti della pista, il Campionato potrebbe essere finito prima di cominciare.

«Va tutto secondo i programmi e sono carico. La squadra è unita e compatta, spero comunque che la vicenda su Christian si definisca presto. Chi può fermarci? Non lo so, sarà il tempo e le piste a dirlo. Io penso gara per gara», ha dichiarato ieri Max che è stato subito accontentato dalla squadra del tori rossi che ha confermato Horner al suo posto, lasciando intatta una triade che dura da un ventennio. L’arma in più per partire all’assalto. Gli altri due purosangue hanno i destini incrociati, che verranno in futuro gestiti dalle abili strategie di Vasseur. Quest’anno rivali, non c’è dubbio. Anche il prossimo anno, statene certi, ma con l’obbligo di fare il bene della Ferrari. Mandarli d’accordo sarà un compito impegnativo come fare un’auto vincente.

Allison, il tecnico della Stella ex ferrarista, è sicuro che sul passo gara sono loro i principali rivali della RB. L’espertissimo Lewis, invece, non si sbottona: «Per ora sono totalmente concentrato su questa fantastica squadra che mi ha dato tanto e che amerò per sempre. La Ferrari mi sembra già forte, il mio obiettivo è batterli quest’anno, ma ovviamente la cosa cambierà l’anno prossimo» . La Mercedes, l’ha confermato anche Russell diventato l’uomo su cui punterà la squadra, è una macchina da corsa decisamente migliore delle W13 e W14 degli anni scorsi, una buona base su cui lavorare per colmare il gap che appare ancora evidente. A Maranello l’atmosfera non può che essere un po’ strana, con due piloti che partono alla pari, ma uno dei due è già fuori e dovrà certamente pensare al suo futuro. Fred è sicuro che non accadrà, Carlos farà una grande stagione.

Ma Charles non può non sentirsi il cocco di casa visto che ad essere giubilato per far posto al baronetto è stato il suo compagno. Il principino modera le parole, ma dentro di lui c’è sempre il purosangue che scatta per la vittoria: «Sakhir è una pista sulla quale siamo stati forti in passato e spero che potremo lottare per la vittoria. Naturalmente, se ci sarà un’opportunità, faremo assolutamente di tutto per coglierla. Dobbiamo continuare sulla scia della seconda parte della scorsa stagione, nel complesso non positiva. Ma essere competitivi per la vittoria più a lungo, in questa stagione, sarebbe un passo in avanti. La Red Bull, probabilmente, non ha scoperto le sue carte, è tra i pochi team a non aver completato una gara simulata nei test. Così è davvero difficile comprendere dove sono realmente, ora».


Ultimo aggiornamento: Venerdì 1 Marzo 2024, 08:09
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