Il motore tradisce Leclerc, una super Ferrari costretta al ritiro. Verstappen in testa al Mondiale, torna la Mercedes

Il motore tradisce Leclerc, una super Ferrari costretta al ritiro. Verstappen in testa al Mondiale, torna la Mercedes

di Giorgio Ursicino

C’è sempre una prima volta. Peccato sia capitato proprio ora, quando la stagione sta entrando nel vivo ed anche l’aspetto “umorale” può avere la sua importanza. Ai box della Ferrari c’era pure il Ceo Benedetto Vigna che, con il team pricipal Mattia Binotto, stravince il concorso “stile ed eleganza” degli stati maggiori dei team. Il fenomeno-predestinato ci teneva molto a salire sul gradino più alto nel caldo pomeriggio estivo, manovra non irrilevante che gli avrebbe consentito di presentarsi questa settimana al gran premio casalingo di Montecarlo guardando tutti dall’alto. Purtroppo il sogno ha preso una piega diversa. Per molti versi inaspettata. E la Rossa numero 16 ha clamorosamente tradito il Principino quando stava dando lezioni di guida ed era pronto a mettere in cassaforte il trofeo più ambito.

Si sa, chi vince a Montmelò, la pista più tecnica del Campionato, ha ottime possibilità di portarsi a casa il Mondiale. Ne sa qualcosa Hamilton che aveva vinto le ultime 5 edizioni del GP catalano conquistando poi per 4 volte il Titolo (il giochino non è riuscito solo lo scorso anno). L’esordio in negativo di Maranello è stato alla voce affidabilità. Un tema che i ferraristi speravano gli fosse amico non avendo finora la Rossa accusato guasti in corsa rispetto ai 3 della Red Bull. È bastato avere un cedimento e lo scenario si è ribaltato con i bibitari che hanno effettuato il doppio sorpasso, portandosi in testa sia nella graduatoria Piloti che in quella Costruttori. Finora, infatti, la Rossa era stata un carroarmato. Ad impoverire il bottino, però, ci aveva pensato Carlos, parcheggiando un paio di volte la sua SF-75 nella ghiaia, a Melbourne e a Imola.

Di fronte all’andare sublime di Charles, con una grinta, un coraggio e un determinazione fuori dagli schemi, emerge una certa fragilità del figlio d’arte di Madrid. Per carità, nel 2021 al debutto con Maranello, Sainz ha fatto meglio del monegasco ed ha mostrato tutta la sua stoffa, ma non si è ancora adattato a queste nuove monoposto ad “effetto suolo” e la pressione di un compagno così in palla certo non l’aiuta. Leclerc è scattato alla grande dalla pole e, sia con le gomme “rosse” che con le “gialle”, aveva dimostrato che i timori sul passo gara erano infondati e, soprattutto su una pista dove non è facile superare, pensare in grande non era sbagliato. Ad aiutare la strategia ferrarista pensavano gli eventi. L’infallibile Max esternava nervosismo per il funzionamento ad intermittenza dell’ala mobile e finiva stranamente nella sabbia alla curva 4 facendosi passare sia da Russel che da Perez.

Esattamente nello stesso punto era uscito un po’ prima l’iberico della Ferrari dopo una partenza opaca, danneggiando il fondo che gli impediva la rimonta. A mettere a dura prova i nervi del campione del mondo pensava quel dispettoso di George Russel che nei cambi gomme andava in testa e per molti giri teneva dietro l’olandese che aveva una monoposto visibilmente più rapida. Quasi a metà gara accadeva l’imponderabile e la power unit del monegasco alzava bandiera bianca. Con il favorito fuori gioco, l’olandese riprendeva il boccino in mano, andando a vincere davanti al compagno di squadra, ad un eccellente Russel, un deluso Sainz e ad un regale Hamilton che ha confermato di essere il “re del Montemelò”. Sesto, il primo degli altri, ancora una volta Bottas con l’Alfa Romeo.

A punti entrambe le Alpine (Ocon 7°, Alonso 9°) con Fernando che ha fatto una gagliarda rimonta davanti ai tifosi di casa. Le Mercedes sono in ripresa, ma quello che ha fatto Hamilton è straordinario. È stato l’unico a partire con le gialle e, secondo Toto Wolff, averebbe potuto vincere. Tempi alla mano l’ipotesi ci sta perché nei giri finali, quando aveva scavalcato anche Sainz, era ad una quarantina di secondi da Verstappen mentre ad inizio gara era staccato un minuto circa dalla vetta per essere stato incolpevolmente centrato da Magnussen che gli ha forato un pneumatico costringendolo ad un pit stop. Lewis ha fatto la strategia più “lenta”, con una sosta in meno, ma ha dato spettacolo per velocità ed utilizzo delle gomme. Un’andatura che ha messo in ombra pure Russel che è salito sul podio. Ora Max precede di 6 punti Charles, mentre la Red Bull ha 26 lunghezze di vantaggio sulla Ferrari. La Mercedes è in rimonta ed è forse l’unica ad avere due fuoriclasse al volante.


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 25 Maggio 2022, 12:18
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