F1 in un vicolo cieco: le impossibili acrobazie della FIA per uscire dal groviglio Red Bull sul “budget cap”

F1 in un vicolo cieco: le impossibili acrobazie della FIA per uscire dal groviglio Red Bull sul “budget cap”

di Giorgio Ursicino

Comunque vada, sarà un disastro. Un farsa. L’unico modo per uscire senza schiantarsi dal vicolo cieco nel quale è sprofondata la Formula 1, sarebbe se oggi la Federazione, rivelando peraltro in ritardo le accurate verifiche fatte sui budget cap 2021, dicesse che «tutti sono perfettamente in regola». Qualsiasi altra ipotesi, è praticamente certo, scatenerebbe un vespaio di polemiche che rischierebbero di far implodere il ricco giocattolo della velocità. Prima di tutto vediamo i punti deboli di questo nuovo regolamento voluto per mettere tutti sullo stesso piano e contenere i costi in un periodo di turbolenze che agitano l’economia mondiale. Un normativa un po’ ambiziosa che, era evidente, la FIA non è in grado di cavalcare essendo già in difficoltà a domare le più semplici direttive tecniche e sportive (vedi Singapore...).

Troppo complicato mettere il naso sui conti auto-dichiarati dai team, strutture costruite ad arte per andare al limite e anche oltre. In F1, si dice, il più capace sia colui che aggira lo spirito delle regole senza farsi beccare. E di esempi di chi ha avuto l’audacia di infilarsi nei minimi spiragli della “legge” è cosparsa la storia. Suvvia, come si può chiudere l’indagine su una stagione ora che si sta per concludere la successiva? Annata, oltre tutto, in cui il risultato finale è stato ribaltato all’ultimo giro dal comportamento senza logica di un direttore di corsa poi rinnegato e allontanato con forza. Si rischia veramente che il verdetto di una sfida al cardiopalma, fatta di due eventi al mese, non abbia alcun fondamento di verità. E qui sta il pasticcio.

In F1 ci sono realtà storiche e globali, per di più quotate in borsa, certamente non disposte a giocare al buio su una roulette che mette in palio, oltre l’onore, anche miliardi di dollari. Parliamo di azienducce come la Mercedes e la Ferrari che, ciascuna con il suo stile e il profilo dei propri manager, sono già uscite dalla trincea lucidando tutta l’artiglieria. Non serve ricostruire la storia fatta di troppi se e troppi ma. Meglio aspettare la posizione federale. Verificandosi quello che i più sostengono, però, c’è il rischio che il team campione del mondo Piloti possa aver sforato la cifra del budget di quasi dieci milioni, il doppio di quello che una squadra di punta spende per lo sviluppo annuale. Un’enormità. Capace di far saltare qualsiasi graduatoria.

Anche quella di quest’anno dominata in lungo e in largo da Max Verstappen e dalla Red Bull. Ma a maggior ragione quella del 2021, il cui consuntivo è stato in bilico fino alla bandiera a scacchi di Abu Dhabi. Avverandosi le voci, chiaro che il risultato sarebbe ribaltato. Qui arriva la montagna di problemi per la Federazione, la sola via d’uscita è un salto nel buio. A parte le multe, graziando in qualche modo il team di Newey senza intervenire sul punteggio (cosa invece prevista chiaramente dal regolamento), si farebbe un altro furto ad Hamilton che è già stato scippato una volta dell’ottavo iride. Mettendo mano alle classifiche del 2021, invece, si cancella una realtà ormai metabolizzata da mesi, sia dai tifosi e pure dagli sconfitti.

Diciamola tutta, in altri sport chi è stato punito per doping (in questo caso si parla apertamente di doping finanziario) non ha avuto pietà. Si è andati a casa di campioni conclamati per riprendersi le medaglie e lasciare l’onta dell’imbroglio. Gli esempi sono numerosi, soprattutto nell’atletica e nel ciclismo dove la carriera del fenomeno più vincente di tutti i tempi (Lance Armstrong) è stata trasformata in un cumulo di macerie. Togliendo il titolo alla Red Bull ci sarebbe la rivolta degli austriaci. La Stella e il Cavallino, in ogni caso, sono pronte scendere in piazza se ci fossero colpevoli che non verranno puniti. Il casino aumenta perché le pene non sono affatto chiare, c’è un ampia area grigia di discrezionalità.

Sembra che, se i rumors delle accusa risultassero veri, siano state dopate addirittura tre stagioni, oltre al 2021 (non potrebbe essere altrimenti) anche il 2022 e 2023. La Ferrari allo scorso anno è poco interessata. Potrebbe avere un bel vantaggio, invece, se all’antagonista venisse vietato di spendere l’anno prossimo, stagione nella quale si punterà al titolo (anche se Elkann ha detto prima del 2026...). La Mercedes, invece, metterà sotto i riflettori il 2021. Toto Wolff difficilmente accetterà di essere preso due volte per il naso dal suo rivale Chistian Horner...


Ultimo aggiornamento: Venerdì 7 Ottobre 2022, 10:17
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