A6 e-tron Concept, Audi presenta un'elettrica da sballo: quasi 500 cavalli, oltre 700 km di autonomia
di Giorgio Ursicino

A6 e-tron Concept, Audi presenta un'elettrica da sballo: quasi 500 cavalli, oltre 700 km di autonomia

Un gioiello del genere non poteva che togliersi il velo al salone di Shanghai. La Cina, ora come ora, è un altro mondo. Lanciata, a folle velocità, verso la poltrona di prima economia del pianeta, spinta dal mercato senza pari di un miliardo e mezzo di consumatori. Nell’ex Impero Celeste sembra fattibile anche l’impossibile. Anche se il covid è partito da laggiù, il bilancio del paese ha straordinariamente tenuto. Anche nell’anno più duro per la pandemia e il lockdown. Da queste parti il virus appare un lontano ricordo. Battuto. Sconfitto. Allontanato. E, a quanto pare, senza imbracciare l’arma di “sterminio” del vaccino. Al Motor Show della metropoli orientale tutto appare normale, con un proliferare di novità superiori ai tempi d’oro. Vale la pena di ricordare che nel primo trimestre del 2021 il supermarket di Pechino ha sfiorato i dieci milioni di immatricolazioni. Se il ritmo restasse tanto forsennato (impossibile), a consuntivo si potrebbero sfiorare i 40 milioni di veicoli venduti, circa la metà dell’intero bottino del globo.

Meglio restare con i piedi per terra. Ogni anno, per alcuni costruttori (specialmente tedeschi), la Cina, oltre a rappresentare il principale business, si avvicina al 50% delle vendite complessive. Ciò è vero per il gruppo Volkswagen e, nel raffinato ambito premium, per Audi (ma Bmw e Mercedes non fanno molta differenza). Così, invece di lasciarsi il colpo del ko per la prima edizione del salone casalingo di Monaco come avveniva una volta, gli uomini di Ingolstadt hanno deciso di sfruttare l’incomparabile cassa di risonanza mediatica che solo un palcoscenico automotive cinese può dare. Le regina dei Quattro Anelli è stata una “vision”. In realtà, un progetto che rappresenta molto di più di un semplice prototipo per la casa bavarese. Il gioiello si chiama A6 e-tron Concept ed il nome sintetizza un territorio senza confini. A6 è una pietra miliare nel linguaggio “audiano”.

La vettura forse più storica che fa parte dell’architettura del brand ed è in produzione dal 1968 con il nome di “100”, poi ribattezzata A6 nel 1994. Fu la terza generazione della 100 nel 1982 ad infrangere la barriera inarrivabile per l’epoca di un’aerodinamica con un Cx di 0,30. D’altra parte il marchio è sempre stato all’avanguardia nella tecnica, dai tempi in cui lo guidava il mitico ingegner Piech, un mix fra inventore e visionario. All’epoca non c’era ancora la A8 e con la 200 (variante della 100 più prestazionale e con motori più potenti) dotata trazione “quattro” che gli dava una marcia in più. Con questa ammiraglia, il da poco scomparso Hannu Mikkola, si impose nel massacrante Safari Rally e Walter Röhrl nelle mitiche gare americane Trans Am. Una tranquilla berlina che dettava legge nelle corse. L’ultima edizione della A6, in realtà, è stata completamente rinnovata non molto tempo fa.

Ma per fare un balzo nello scenario e-tron (la svolta elettrica per Ingolstadt) i tedeschi hanno scelto proprio quest’auto che nella sua categoria è una delle più vendute a livello mondiale e anche leader in Italia dove, a dire il vero, il segmento si è alquanto rattrappito. Sedan, wagon e Allroad hanno consentito all’Audi di essere in testa alla classifica tricolore del segmento E. L’attuale A6 ha tutti i motori termici mild hybrid con tecnologia a 48v e la versione Phev sfoggia 299 cv con la possibilità di viaggiare zero emission per 73 km nel ciclo Wlpt. La A6 e-tron Concept è un segmento E pieno, la “vera” auto e livello mondiale: lunga 496 cm, larga 196 e alta 144. La filosofia è quella della berlina-coupé, cioè Sportback, con la coda filante. La parte rivoluzionaria, però, è sotto la carrozzeria. È il primo modello a sfoggiare la piattaforma PPE sulla quale il gruppo di Wolfsburg lavora da anni sotto la responsabilità proprio dell’Audi in collaborazione con la Porsche.

Per chi ha cognizione della capacità ingegneristica delle varie case, può avere un’idea di quanto sia esplosiva questa miscela. Fra qualche anno quasi l’intera produzione Audi elettrica utilizzerà due piattaforme. La MEB, sviluppata a Wolfsburg, per le “piccole” (segmenti B e C), la PPE (Premium Platform Electric), progettata ad Ingolstadt per le grandi (segmenti D, E e F). Superfluo ricordare che la seconda è prioritaria per il fatturato e il ritorno che genera. La PPE è estremamente adatta ad ospitare sia i veicoli alti e spaziosi come i Suv, sia quelli ribassati con notevoli capacità di handling tipo le sportive e le supercar. Anche le dimensioni sono modulari, dalla A4 in su, fino alla A8 di lunghezza ben superiore ai 5 metri. Gli sbalzi sono ridotti, varia il passo e proprio fra l’interasse è disposta la batteria che può arrivare a 100 kWh per un’autonomia di oltre 700 km.

Le ruote della A6 e-tron sono da 22 pollici, il Cx di 0,22, la variante bimotore con trazione “quattro” sviluppa 476 cv e 800 Nm, ha l’impianto a 800 volt e una capacità di ricarica a 270 kW che consente in 10 minuti di ricaricare 300 km di range e di fare il pieno dal 5% all’80% in meno di 25. Un capitolo a parte merita l’illuminazione di qualità cinematografica con sistemi Matrix Led e Oled. Da dragster l’accelerazione: i 0-100 si bruciano in un tempo che in secondi inizia per 3. I primi gioielli sulla PPE arriveranno il prossimo anno e, per il momento, saranno prodotti sia in patria sia in Cina dove nel 2025 sarà pronto un nuovo impianto solo per questa piattaforma a Ghangchun con il partner locale FAW.


Ultimo aggiornamento: Lunedì 24 Maggio 2021, 14:19
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