Prodotti alternativi: se i fumatori debbono ancora aspettare…

Prodotti alternativi: se i fumatori debbono ancora aspettare…

Non sono bastate migliaia di pagine di scienza a convincere gli esperti del Ministero della Salute: per loro Philip Morris Italia dovrà ancora aspettare (e produrre nuovi studi) prima di poter presentare ai fumatori italiani i propri prodotti a tabacco riscaldato come “meno tossici” o “meno dannosi” rispetto alla sigaretta tradizionale.

L’azienda aveva deciso di presentare nell’Aprile 2018 una corposa documentazione contenente i risultati degli studi scientifici condotti fino a quel momento, con il fine ultimo di richiedere l’autorizzazione a pubblicizzare il suo prodotto IQOS (un riscaldatore di tabacco che “replica” l’esperienza di una sigaretta tradizionale eliminando la combustione) come meno tossico e meno rischioso per la salute.

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Nel vasto e variegato mondo dei prodotti alternativi al fumo tradizionale, Philip Morris è stata la prima a sottoporre la propria scienza alla validazione di un ente istituzionale, eccezion fatta per un timido tentativo ministeriale di arginare la scienza pret a porter che accompagnava il lancio in Italia delle prime sigarette elettroniche.

Una visione di fatto opposta alle autorità sanitarie di altri importanti paesi come il Regno Unito, dove il servizio sanitario nazionale ha recentemente incentivato i fumatori irriducibili a scegliere i dispositivi elettronici con una campagna istituzionale ad hoc.

Ricerche indipendenti sono state condotte anche sul tabacco riscaldato in altri paesi, dove valutazioni positive sulla ridotta formazione di sostanze tossiche sono già state espresse da diverse autorità pubbliche.  Un via libera “istituzionale” in questo senso è arrivato in paesi come la Germania, l’Inghilterra e il Giappone.
Philip Morris, in Italia ha già confermato di voler presentare nuove evidenze scientifiche alle osservazioni sollevate dalle strutture tecniche del Ministero della Salute.

La partita insomma appare quanto mai aperta: spettatori più che interessati i 12 milioni di fumatori italiani, e le loro famiglie, alla ricerca di una alternativa alla sigaretta tradizionale che ogni anno uccide nel nostro paese oltre 70 mila persone.
Mercoledì 23 Gennaio 2019, 12:20
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