Morto l'artista tedesco Ulay. Nella storia la performance con l'amore di sempre Marina Abramovic

di Ida Di Grazia
Morto l'artista tedesco Ulay. Nella storia la performance con l'amore di sempre Marina Abramovic. Lutto nel mondo dell'arte:all'età di 76 si è spento l'artista e fotografo tedesco che dal 2009 viveva a Lubiana, in Slovenia. Malato da tempo di cancro, Ulay aveva dedicato alla sua malattia un documentario intitolato The Project Cancer,  diretto da Damjan Kozole. 

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Ulay, pseudonimo di Frank Uwe Laysiepen, una delle figure chiave della Performance Art, noto soprattutto per i suoi progetti con Marina Abramovic, di cui è stato a lungo anche compagno, è morto domenica sera a Lubiana, in Slovenia, all'età di 76 anni.  La notizia della sua morte è stata data proprio da Kozole su Facebook. Il regista ha pubblicato sulla sua pagina Facebook un video: «Per onorare la sua memoria - scrive Kozole nel post - condivido qui i filmati dalla rievocazione di Fototot (The Dead of Photography) che abbiamo realizzato insieme. Riposa in pace, amico mio». 
 

Ulay era nato a Solingen (Germania) il 30 novembre 1943 come Marina Abramovic ma tre anni più tardi ( 1946, a Belgrado). Nel 1976 ad Amsterdam, dove si era recato attratto dal movimento olandese Provo di ispirazione anarchica dopo aver abbandonato moglie e figlio piccolo, Ulay fa conoscenza della sua futura metà artistica. Con Marina Abramovic inizia un sodalizio creativo che durerà ben 12 anni, da cui nascono opere che hanno segnato la storia della Performance Art come "Imponderabilia" (realizzata nel 1977 a Bologna presso la Galleria Comunale d'Arte Moderna) e "Relation in Space" (alla Biennale di Venezia 1976) e che porta la coppia a viaggiare per il mondo a bordo di un furgoncino Citroën. La loro ultima performance insieme, "The Lovers: The Great Wall Walk" (1988), sancisce la fine della loro unione: decidono di percorrere ognuno metà della muraglia cinese e di trovarsi esattamente a metà per dirsi addio. La performance durò novanta giorni. Seguono anni di ostilità e battaglie legali circa i diritti d'autore della produzione artistica di coppia: Ulay denuncia Marina per aver venduto autonomamente opere appartenenti ad entrambi. Il giudice gli dà ragione e costringe Marina a versare 250 mila euro all'ex partner per violazione di un contratto firmato nel 1999, che regolamentava l'uso dei lavori realizzati insieme fra il 1976 e il 1988.
Nel 2010 c'è stata la storica riappacificazione artistica al Moma di New York dopo il commovente incontro durante la performance della Abramovic "The Artist is Present". Dopo la fine della relazione con Marina, Ulay tornò a dedicarsi alla sua prima passione, la fotografia, concentrandosi sul tema dell'emarginazione e del nazionalismo risorgente in Europa. Nel 2009 lascia Amsterdam e si trasferisce a Lubiana, Nel 2011 si ammala di tumore e decide di trasformare la malattia nel più grande progetto artistico mai realizzato. Inizia a interrogarsi sul senso della vita e dell'amore filmandosi e fotografandosi mentre visita i luoghi più importanti della sua vita tra un ciclo di chemioterapia e l'altra. Nasce così "The Project Cancer", il documentario diretto da Damjan Kozole, un viaggio alla scoperta della sua vita e della sua anima. Lo Stedelijk Museum di Amsterdam ha annunciato di recente una mostra ne ripercorrerà il lavoro di Ulay prima e dopo la sua collaborazione con Marina e che sarà inaugurata a novembre 2020. 
Ultimo aggiornamento: Lunedì 2 Marzo 2020, 13:42
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