Tvboy: «Io come Banksy? L’etichetta mi sta stretta». Oggi l’artista si esibirà al Mudec di Milano
di Luca Calboni

Tvboy: «Io come Banksy? L’etichetta mi sta stretta». Oggi l’artista si esibirà al Mudec di Milano

Ha disegnato su tele, legno, persino su un’automobile. Ma la sua vera arte la esprime al meglio di nascosto, sui muri delle città. Nato a Palermo nel 1980 e cresciuto a Milano dove ha cominciato a farsi conoscere all’ombra del Duomo dal 1996. Parliamo di Salvatore Benintende, ma i più lo conoscono come Tvboy.

Qual è l’obiettivo della sua arte?
«Credo che sia importante che l’arte parli del periodo che il mondo sta vivendo, e per questo scelgo di rappresentare personaggi vincolati all’attualità. Sempre con uno spirito costruttivo, per generare un dialogo, con la volontà di porre delle domande. La mia arte è una nuova satira che vive sulle strade».



Da Virginia Raggi a Babbo Natale al governo Conte: come sceglie i soggetti per le sue opere? 
«Politicamente, è ovvio che Di Maio e Salvini siano i protagonisti di alcune opere, però non dimentico le icone dello spettacolo come Chiara Ferragni e le personalità internazionali come Donald Trump e Kim Jong-un. Babbo Natale? Era la metafora per parlare delle nuove politiche del governo, non solo di quello italiano, ma di un fronte di nuove destre che si sta creando tanto in Europa quanto negli Stati Uniti».
Tvboy è stato anche definito il “Banksy italiano”. Che ne pensa? 
«Se prima ne ero molto lusingato, adesso è una categorizzazione, una definizione che mi sta “stretta”. Io ho una mia identità e voglio percorrere un mio cammino».
 
 


Come sceglie dove e quando far apparire le sue opere? 
«Il posizionamento spazio-temporale delle opere è un aspetto molto importante, fa la differenza. Me ne sono accorto con il bacio fra Messi e Cristiano Ronaldo: apparve il giorno di San Valentino, in cui si giocò Real Madrid-Barcellona. A questo seguì il bacio fra Trump e il Papa a Roma, che apparve pochi giorni prima del loro primo incontro ufficiale».




Lei è stato particolarmente critico con il governo italiano e con la sindaca di Roma Virginia Raggi: come mai?
«Mi hanno definito come artista politico, schierato. Io mi sento un artista satirico, faccio satira su di loro perché attualmente ci sono loro al potere. Ma non mi limito solo con loro: me la prendo con tutti, faccio un’arte politically incorrect su tutti i fronti». 

Oggi al Mudec di Milano, in occasione della fine della mostra “A Visual Protest. The Art of Banksy”, Tvboy si esibirà a partire dalle 16.30. Successivamente alcune sue opere saranno messe all’asta per beneficenza.

 
Giovedì 4 Aprile 2019, 06:05
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