Roma, a Palazzo Merulana "Women in comics": per la prima volta in Europa, esposte opere di 25 artiste che «hanno fatto la Storia del fumetto nordamericano».
di Valeria Arnaldi

Roma, a Palazzo Merulana, "Women in comics": per la prima volta in Europa, esposte opere di 25 artiste che «hanno fatto la Storia del fumetto nordamericano».

Sono energia, lotte, visioni delle donne a prendere forme, tra china e colore, nella mostra “Women in comics”, curata da Kim Munson e Trina Robbins, che, da oggi all’11 luglio, riunisce a Palazzo Merulana oltre novanta opere originali di 25 artiste che «hanno fatto la Storia del fumetto nordamericano», esposte per la prima volta in Europa, in un itinerario che corre tra generi, firme e decenni.  Promossa dall’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia e co-prodotta da Arf! Festival e Comicon, la collettiva corre tra tavole di Afua Richardson e Alitha Martinez, vincitrici dell’Eisner Award per “World of  Wakanda” della Marvel, serie spin-off di “Black Panther”, ma anche lavori di Colleen Doran, che ha disegnato su testi di Neil Gaiman e Alan Moore. In mostra pure tavole di Emil Ferris: Il suo “La mia cosa preferita sono i mostri” è stato premiato come “Miglior fumetto dell’anno” nel 2018 al Festival Internazionale di Angouleme. Ancora, Ann Telnaes, premio Pulitzer come vignettista del Washington Post, Ebony Flowers, Trinidad Escobar, Tillie Walden, Joyce Farmer  e altre. Senza dimenticare la stessa Trina Robbins, icona del fumetto underground e, nel 1986, prima fumettista della storia a disegnare Wonder Woman per DC Comics.

“Women in comics”, esposta solo una volta, nel 2020, alla Galleria della prestigiosa Society of Illustrators di New York, ora nella Capitale si arricchisce di nuove visioni. L’edizione italiana, curata da Stefano “S3Keno” Piccoli, direttore Arf!,  vede nel percorso le tavole di  Raina Telgemeier, fumettista bestseller, vincitrice di ben cinque Eisner Awards. L’iter è ricco. Spazia dal fumetto anni ’50 alla psichedelia degli anni ’70, dai lavori underground alla scena mainstream, dando “voce” a temi come amore, sessualità, discriminazione, indipendenza.

«Questa mostra - dice Kim Munson - è una rappresentazione dell'ampia gamma e diversità delle donne che operano nei fumetti e dei tanti generi in cui stanno lavorando, siano esse memorie personali, storie per bambini, di supereroi, di genere epico/fantasy, o ancora nel graphic journalism e nella grafica editoriale».

Ed è proprio in tale visione, nel tentativo di restituire la complessità del settore, che nel percorso è prevista pure la proiezione di “She Makes Comics”, docufilm di Marisa Stotter, che verrà proiettato per la prima volta in Italia a ciclo continuo nella sala espositiva e sarà collegato ad un progetto con le scuole. A offrire ancora più spunti di lettura e riflessione, un ciclo di cinque incontri in presenza con grandi nomi del fumetto italiano come Katja Centomo, Lorenza Di Sepio, Annalisa Leoni, Maria Grazia Mirabella e Simona Binni.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 28 Maggio 2021, 19:39
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