“Canova. Eterna Bellezza”: a Palazzo Braschi una mostra suggella il sodalizio tra Roma e il celebre scultore
di Sabrina Quartieri

“Canova. Eterna Bellezza”: a Palazzo Braschi una mostra suggella il sodalizio tra Roma e il celebre scultore

Nella città custode dell’antico e del bello, dove Antonio Canova consacrò la sua arte, prende il via una mostra-evento dedicata allo scultore più celebre del suo tempo e al suo legame con la Capitale, per lui inesauribile fonte di ispirazione: “Canova. Eterna Bellezza”, fino al 15 marzo prossimo al Museo di Roma, incornicia in un allestimento di grande impatto visivo suddiviso in 13 sezioni, oltre 170 opere del genio di Possagno (e di alcuni artisti a lui contemporanei). Per suggellare definitivamente il sodalizio tra le sue creazioni e l’Urbe, che un giovanissimo Canova raggiunge nel novembre 1779, Palazzo Braschi (sede dell'esposizione) propone un suggestivo percorso che rievoca l’atmosfera intima dell’atelier di via delle Colonnette, dove l’artista mostrava le proprie opere agli ospiti illuminando la notte con la luce fioca di una candela.
 
 
 
A definire la trama del racconto dedicato allo scultore veneto e al suo incessante dialogo con la Città eterna, sono gli importanti prestiti arrivati da prestigiosi spazi espositivi e collezioni, dai Musei Capitolini e Vaticani fino all’Ermitage di San Pietroburgo. Tesori come marmi, gessi, disegni, bozzetti e modellini, preziosi testimoni di quanto Canova facesse sempre gareggiare l’arte antica con quella moderna. Come spiega il curatore della mostra Giuseppe Pavanello: «Il colloquio dell’artista con il mondo classico è stato profondo, andando a incidere su istanze cruciali, prima fra tutte la volontà di far rinascere l’Antico nel Moderno e di plasmare il Moderno attraverso il filtro dell’Antico: istanze, dunque, creative nel senso pieno del termine. L’Antico bisognava “mandarselo in sangue” – parole dello stesso Canova – sino a farlo diventare naturale come la vita stessa», aggiunge Pavanello.

In mostra (grazie a un prestito istituzionale) è possibile ammirare la rappresentazione in gesso di un episodio “della più bella favola dei greci”, secondo Voltaire, l'“Amore e Psiche stanti”; ma anche l’“Amorino alato” e la “Danzatrice con le mani sui fianchi”, proveniente da San Pietroburgo. Lo straordinario marmo di Canova, per Palazzo Braschi gira sulla sua base, proprio come desiderava l’artista, per di più in un ambiente rivestito di specchi. Ancora: nel museo romano l’arte incontra la tecnologia con la più contemporanea riproduzione in scala reale del gruppo scultoreo di “Amore e Psiche giacente” di Canova. A partire da una scansione 3D del gesso preparatorio della scultura oggi esposta al Louvre di Parigi, un robot ha infatti scolpito incessantemente per 270 ore un blocco di marmo bianco di Carrara di 10 tonnellate. L’installazione, ideata da Magister e realizzata in collaborazione con Robotor, è di grande potenza emotiva.

Il percorso espositivo propone anche “una mostra nella mostra”: sono le 30 fotografie di Mimmo Jodice che ritraggono i marmi di Canova con la rilettura inedita e sorprendente di uno dei più grandi maestri della fotografia. “Canova. Eterna bellezza”, inaugurata alla presenza della sindaca di Roma Virginia Raggi, è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, prodotta dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia, organizzata con Zètema Progetto Cultura, curata da Giuseppe Pavanello e realizzata in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca e con Gypsotheca e Museo Antonio Canova di Possagno.

 
Sede: Museo di Roma, Palazzo Braschi. Ingresso da piazza Navona 2 
e da piazza San Pantaleo 10. Biglietto intero: 13 euro.
 
 
Giovedì 10 Ottobre 2019, 22:34
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