Le sospensioni gravitazionali di Max Coppeta in una mostra unica alla Galleria Amira di Nola: da non perdere
di Mario Fabbroni

Le sospensioni gravitazionali di Max Coppeta in una mostra unica alla Galleria Amira di Nola: da non perdere

Luce che invade lo spazio e diventa protagonista non solo dell'esposizione ma anche di chi la sta guardando. Oggetti che riproducono eventi naturali ma in forma artificiale, praticamente sospesa. A Nola, nel Napoletano,  fino al prossimo 17 marzo (solo su prenotazione) l'arte moderna vive un appuntamento d'eccezione, assolutamente internazionale: "Sospensioni gravitazionali" di Max Coppeta. L’artista presenta negli spazi della Galleria Amira, oltre a una raccolta di opere che fanno parte della ricerca Piogge Sintetiche, il video della performance Zero Gravity proposto ufficialmente al Teatro Circulo, in occasione della V ed. del ConFusión Festival di València e inserito nell’agenda europea per l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale 2018. La performance Zero Gravity, nasce dall’osservazione di due sculture: ZeroGravity (2013) e Rainmaker (2016) finalista al Premio Cramum del Museo del ‘900 Milano, presenti in mostra insieme all’istallazione Strip of Wind presentata al Tokyo Metropolitan Art Museum (2016) in occasione dei 150 anni di rapporti diplomatici tra l’Italia e il Giappone, alla macchina scenica Flow, presentata insieme all’opera Free Drop alla Reggia di Caserta (2018) e a Curve di tensione presentata alla LA Artcore di Los Angeles (2019). 

La gravità è la forza che anima queste opere che, per la prima volta, saranno esposte assieme dopo aver girato il mondo in questi anni. L’idea di riunirle nasce anche dalla necessità, in questo delicato momento storico, di meditare sullo stato di “sospensione” in cui è precipitato il mondo. La ricerca di Coppeta nasce da una visione ottica attenta alla deformazione della materia in cui si esplorano le capacità di manipolazione della realtà, tramite la riflessione e la rifrazione della luce sui materiali.

A questi elementi di costruttivismo, arte concreta e cinetismo, l’artista fonde atmosfere teatrali e visionarie, contestualmente rigorose nella forma, che evidenziano quel senso della percezione ora distorta, mutante, irreale e ambigua, destinata a sancire un’attrazione atemporale con la sfera emozionale. 

Attraverso il video-documento della performance Zero Gravity, per la prima volta visibile online in versione integrale, questi elementi emergono all’unisono coinvolgendo, chi guarda, in un vortice di equilibri e suoni sincopati in azioni sospese.


Ultimo aggiornamento: Giovedì 11 Febbraio 2021, 22:04
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