Turisti uccidono un leone e la foto finisce sui social: costretti a lasciare il lavoro

di Remo Sabatini
Gestivano un supermercato della catena Super U, a L'Arbresle, cittadina francese non distante da Lione e ora, per colpa della loro singolare passione, sono a spasso. Sì, perchè i due, Jacques A. e sua moglie Martine, a quella passione proprio non avevano saputo rinunciare. Così, avevano continuato a viaggiare in Paesi come il Sudafrica dove, con qualche migliaio di dollari in tasca, è ancora consentito sparare a quasi tutto. E allora, eccoli ritratti soddisfatti e con un sorriso grande così, dopo aver ucciso un grosso leone, in posa per l'immancabile foto di rito.
 




E sarebbero state proprio quelle foto, fino a qualche settimana fa così desiderate e, forse, oggi maledette, a procurare guai ai due che, una volta rientrati in Francia, erano stati oggetto di pesanti critiche. Quelle immagini, tenute nascoste dai coniugi, avevano cominciato a circolare sui social dopo la pubblicazione di una delle compagnie dedite alla caccia grossa che li aveva ospitati e così, in men che non si dica e con la frittata ormai bella che fatta, la situazione aveva cominciato a farsi pesante, tanto che persino il Sindaco di Lione, Gérard Collomb, era entrato nel merito ricordando che "cacciare specie protette è un atto criminale".

Inutile sottolineare poi, il tam tam mediatico che, in rete, sarebbe stato amplificato e che, alla fine, avrebbe significato la perdita del lavoro da parte dei due cacciatori. La direzione della catena Super U infatti, avrebbe sollecitato le dimissioni della coppia visto l'evidente contrasto con i valori della difesa della natura divulgati dall'azienda. Nel frattempo, mentre a giochi (e dimissioni) fatti si discute sulle modalità che hanno portato alla perdita del lavoro dei coniugi, la conta degli animali esotici uccisi dai due, sale. Tra questi, oltre il già citato leone, gazzelle, un ippopotamo, un leopardo e persino un coccodrillo.
Venerdì 12 Luglio 2019, 21:48
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