Violano il coprifuoco ma per una buona causa: in centinaia in spiaggia per salvare le balene spiaggiate
di Nico Riva

Violano il coprifuoco ma per una buona causa: in centinaia in spiaggia per salvare le balene spiaggiate

Hanno violato in massa il coprifuoco imposto dal governo per contenere i contagi del coronavirus. Ma è stato per una buona causa, e nel rispetto delle altre norme di sicurezza, come l'uso delle mascherine e, per quanto possibile, le distanze. Il richiamo della natura è stato più forte: oltre 100 globicefali (balene pilota), spiaggiati a riva, a un passo da morte certa. Così, gli abitanti dei villaggi più vicini al mare si sono riversati in massa sulla sabbia per salvare quanti più animali possibili da quello che la Marina dello Sri Lanka ha decretato come il più grande spiaggiamento della storia del Paese asiatico. 

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Lo sforzo unitario dei militari della Marina singalese e dei volantari fra la popolazione civile ha permesso di salvare, riportandoli in mare, ben 120 globicefali. Le operazioni di salvataggio sono durate a lungo, all'incirca dal tramonto di lunedì al pomeriggio di martedì, nella località di Panadura, a sud della capitale Colombo. 

Solamente quattro su oltre un centinaio di animali sono morti. Il primo ad accorgersi dello spiaggiamento è stato un pescatore, Upul Ranjith, il quale ha dato subito l'allarme. Ad operazione finita, ha dichiarato a Reuters: «Stavo pescando quando ho visto un macchia scura davanti a me. Poi ho visto le altre 100 a riva. Non so perché questo sia accaduto. Non era mai successo prima, è la prima volta che vedo in vita mia una cosa del genere». 

Stavolta le vittime sono state un numero limitato, a differenza della strage che a settembre si è consumata in Australia, con la morte record di 380 globicefali, una delle peggiori della storia. 

 


Ultimo aggiornamento: Martedì 3 Novembre 2020, 11:58
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