Cane corso difende la casa: i ladri gli spezzano le zampe

«Hanno rubato in una casa sulla presa XI. Hanno rotto le zampe al cane di grossa taglia che era in cortile. Hanno visto una Bmw blu sfrecciare di corsa». Il messaggio fa capolino in una delle chat sorte in connessione con l'emergenza furti. L'episodio è accaduto venerdì sera a Volpago (Treviso). Ignoti si sono introdotti in un giardino col chiaro intento di entrare in caso ma si sono trovati di fronte il cane da guardia. Si tratta di un magnifico esemplare di cane Corso, razza docilissima con i padroni, di stazza importante e molto diffidente verso gli estranei. In molti lo utilizzano come cane da difesa. In questo caso però la povera bestiola ha avuto la peggio: la banda in azione lo ha aggredito a colpi di bastone per aprirsi una via di fuga. Non l'hanno ucciso, ma gli hanno spezzato due zampe. Il cane non corre pericolo di vita, ma rischia di restare menomato. Di certo, adesso, lascia incustodita la sua casa. La notizia, enfatizzata dal passa parola tipica del web, è confermata dalle forze dell'ordine. In molti sono rimasti colpiti dall'assoluta mancanza di umanità e sensibilità dei ladri che, ormai è evidente, sono disposti a passare sopra tutto e tutti pur di raggiungere il loro scopo. L'aggressione al cane è, molto probabilmente, l'esito di un tentativo di furto andato a vuoto proprio per la presenza dell'animale. Che ha pagato cara la sua fedeltà.
I RISCONTRI«A me non sono arrivate conferme - dice il sindaco di Volpago Paolo Guizzo - e devo dire che in questi giorni la situazione mi sembra più tranquilla. La banda che ha attanagliato il Montello, probabilmente la stessa, sembra essersi spostata verso Treviso. Ovviamente, la psicosi resta e fa brutti scherzi». L'attenzione resta comunque alta. Ogni cosa desta sospetto come, per esempio, le «due signore di colore, vestite elegantemente, che suonavano insistentemente il campanello in un appartamento di via Enrico Fermi. Sicuramente pensavano che non ci fosse nessuno a casa. Invece c'erano due ospiti del padrone di casa, che subito dopo è stato avvisato». 
SOLUZIONIInsomma, se da un lato il controllo di vicinato è prezioso, è indubbio che questo vada gestito con intelligenza, attenzione e sensibilità. Ed è quello che sembra essere riuscito a fare Rino Manzan, sindaco di Povegliano, pioniere del Controllo di vicinato. Per raccontare la sua ricetta lo chiamano un po' tutti, a prescindere dal colore politico. E lui spiega. «Io credo che, perché il Controllo funzioni, debba esserci il sindaco o un assessore di riferimento all'interno dei gruppi. Io faccio parte di tutti i 21 attivati nel mio Comune. Quando arriva un messaggio o una chiamata rispondo sempre. Poi, a seconda dei casi, tranquillizzo la persona che mi ha chiamato o mi rivolgo ai carabinieri. Solo con una presenza diretta si evita la psicosi. Serve un rapporto con i cittadini, un assessore che faccia vedere che c'è». I ladri, poi, restano lontani se nel Comune ci sono tante telecamere. «Nel mio ne ho installate cinquanta (non molte meno di Montebelluna, che è molto più grande, ndr). Credo che ai ladri non faccia piacere sapere di poter essere immortalati dovunque». E conclude. «Nei giorni scorsi ho incontrato la prefetta: mi ha chiesto di spingere su questo argomento».
Laura Bon 
Domenica 24 Novembre 2019, 14:00
© RIPRODUZIONE RISERVATA