Dal 2035 stop alla vendita di auto diesel e benzina. Deroghe per i biocarburanti e la Ferrari

L'Ue conferma la deadline per le inquinanti. Sigarette a tabacco riscaldato verso il divieto

Dal 2035 stop alla vendita di auto diesel e benzina. Deroghe per i biocarburanti e la Ferrari

di Mario Landi

Addio alle auto a benzina e diesel nel 2035. Gli ecocarburanti potranno invece avere altri giorni da vivere semmai l'industria dell'auto deciderà di puntarvi, anche ormai il futuro sembra tutto elettrico. Dopo una maratona negoziale di quasi diciassette ore i ministri europei dell'Ambiente hanno chiuso un'intesa storica sulle auto e il maxi pacchetto green Fit for 55. Ora la palla passa all'Europarlamento che entro l'autunno darà l'ok definitivo. Per il ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani, è stato evitato il peggio. «I Paesi cosiddetti frugali che non producono automobili - ha detto - chiedevano il phase out molto prima, alcuni al 2027». I punti tracciati un anno fa da Bruxelles restano invariati: lo stop a benzina e diesel per auto e furgoni nuovi sarà nel 2035. E questo, ha gioito il vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, significa che il futuro della mobilità «è elettrico».


LE DEROGHE Una sta molto a cuore all'Italia e salva la Motor Valley emiliana: le auto di lusso di marchi storici come Ferrari potranno ancora essere vendute con i classici motori termici. L'altra lascia uno spazio alla coesistenza tra gli ecocarburanti e l'elettrico per una transizione più sostenibile sotto il piano tecnologico e sociale nei tempi che verranno. Nel 2026 la Commissione Ue valuterà i progressi compiuti dal settore verso le emissioni zero tenendo conto «degli sviluppi tecnologici, anche per quanto riguarda le tecnologie ibride plug-in».


MATERIE PRIME Il problema, ha messo in guardia il presidente di Acea e ceo di BMW, Oliver Zipse, è garantire «l'accesso strategico alle materie prime chiave per la mobilità elettrica» e capire che «l'idrogeno e altri combustibili CO2 neutrali» giocano un »ruolo importante« nella decarbonizzazione.


STOP TABACCO RISCALDATO L'Ue propone di vietare il tabacco riscaldato aromatizzato. Nuova tappa della sua ultradecennale crociata anti-fumo e chiede di vietare le cosiddette heets, gli stick aromatizzati da fumare. Per ora si tratta di una proposta della Commissione Ue ma l'esecutivo europeo ha tutta l'intenzione di fare sul serio.

NOTA EURISPES La Commissione Europea ribadisce oggi che la prevenzione è meglio della cura. Nulla da eccepire. Ma, allo stesso tempo, di fatto afferma che per i fumatori adulti in Europa e, quindi, anche in Italia le uniche alternative sono continuare a consumare le sigarette tradizionali, oppure smettere di fumare. Non viene data nessuna indicazione sulla lotta al fumo, nonostante i successi limitati di questo orientamento.

Invece di dichiararsi preoccupati per il fatto che gli strumenti alternativi alle sigarette, come i riscaldatori di tabacco, abbiano raggiunto la cifra del 2,5% delle vendite in Ue (quindi il 97,5% continua a consumare le tradizionali sigarette, fatta salva una percentuale di fumatori passati a quelle elettroniche), la Commissione Europea potrebbe valutare la valorizzazione dei nuovi prodotti alternativi alla combustione. 

Accanto alle tradizionali politiche di lotta al fumo, che troppo spesso si risolvono in un inefficace invito alla cessazione, l’Eurispes ribadisce che una attenta valutazione del ruolo dei nuovi prodotti senza combustione dovrebbe essere elemento importante delle politiche di sanità pubblica. Si tratta di valorizzare i nuovi strumenti in logica di “riduzione del rischio” e di “riduzione del danno”, riconoscendo il ruolo e lo spazio che stanno già occupando, e che auspicabilmente è destinato ad ampliarsi.


Ultimo aggiornamento: Venerdì 8 Luglio 2022, 15:39
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