Maremoti, parte oggi il sistema italiano d'allerta: come funziona la prima simulazione

Maremoti, parte oggi il sistema italiano d'allerta: come funziona la prima simulazione

Maremoti, parte oggi il sistema italiano d'allerta sviluppato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Tutto inizierà con una esercitazione tsunami chiamata NEAMWave21, che ha l'obiettivo di verificare il funzionamento del NEAMTWS (North-East Atlantic, Mediterranean and connected seas Tsunami Warning System), di cui fa parte anche il Centro allerta tsunami dell'Ingv.

 

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I ricercatori del CAT-INGV simuleranno un forte terremoto nel Mar Ionio che genererà un maremoto. Il CAT invierà quindi i messaggi di allerta al Dipartimento della Protezione Civile (DPC) e ai Paesi dell’area NEAM. Scopo dell’esercitazione è quello di mettere alla prova i meccanismi di trasferimento dei messaggi di allerta fino al livello regionale e locale.

 

La scelta della data odierna, 9 marzo, non è affatto casuale: la simulazione avviene poco prima il decennale del grande terremoto e tsunami del Giappone, avvenuto l’11 marzo 2011. Quel giorno, un terremoto di magnitudo 9 – uno dei più forti degli ultimi 100 anni – colpì la regione del Tohoku e di Sendai, provocando uno tsunami che distrusse intere città costiere e causò oltre 16000 vittime.

 

Per ricordarlo, giovedì 11 marzo dalle 10 alle 12 gli esperti del Centro Allerta Tsunami dell’INGV racconteranno quanto accadde quel giorno, ripercorrendo le conoscenze sul terremoto e sullo tsunami. Illustreranno i sistemi di allerta esistenti e quelli sviluppati in seguito, offrendo inoltre uno sguardo sulla possibilità che analoghi eventi possano accadere nel Mar Mediterraneo.

 

Il 9 marzo, durante l’esercitazione NEAMWave21, alcuni dei centri che stanno lavorando per raggiungere il riconoscimento UNESCO di comunità Tsunami Ready, come Minturno in provincia di Latina, effettueranno delle attività dimostrative sul territorio.

 

Il Centro Allerta Tsunami dell’INGV è uno dei tre componenti del Sistema nazionale d’Allertamento per i Maremoti di origine sismica (SiAM) insieme all’ISPRA e al DPC che ha il ruolo di coordinare il sistema. Il SiAM è stato istituito nel 2017 da una Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri.

 

In Italia, l'area più soggetta al rischio tsunami è quella dello Jonio, immediatamente a sud dello stretto di Messina, dove si verificò uno dei terremoti più distruttivi dell'epoca moderna e contemporanea: un terremoto di magnitudo 7.2 distrusse diverse città delle coste della Sicilia e della Calabria, causando anche un maremoto con onde alte fino a oltre 13 metri. Il bilancio in termini di vittime fu spaventoso: almeno 100mila morti, un triste record storico non solo per l'Italia ma per tutta l'Europa.


Ultimo aggiornamento: Martedì 9 Marzo 2021, 17:20
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