​La "Generazione Greta" dà una lezione agli adulti: più del 95% dei giovani pensa al benessere della Terra

​La "Generazione Greta" dà una lezione agli adulti: più del 95% dei giovani pensa al benessere della Terra

I ragazzi di oggi prediligono utilizzare trasporti pubblici e veicoli elettrici, credono nell’efficacia delle fonti rinnovabili, sono consapevoli che le abitudini alimentari hanno un impatto sull’ambiente e si impegnano quotidianamente in azioni “green”. È quanto emerge da una ricerca di Skuola.net e Sorgenia condotta su 3.500 giovani tra i 10 e i 25 anni.

 

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Non ci sono solo Greta Thunberg e il popolo dei FridaysForFuture a tenere alta l'attenzione sulla questione ambientale. Tantissimi altri rappresentanti della Generazione Z hanno ben presente quanto sia urgente immaginare già oggi come affrontare il tema dell'esaurimento delle risorse naturali, delle energie rinnovabili, dell'ecosostenibilità per mettere al sicuro la Terra il prima possibile.

È quanto emerge da un sondaggio effettuato da Skuola.net in collaborazione con Sorgenia. Su 3.500 giovani tra i 10 e i 25 anni, infatti, quasi tutti (96%) sono spaventati per la salute del Pianeta: la maggior parte (54%) non vede nell'immediato una soluzione, il 36% è invece preoccupato ma resta fiducioso, solo il 6% pensa che la situazione sia ancora sotto controllo. Una preoccupazione a cui corrisponde anche una condotta più o meno attenta a ridurre il proprio impatto ambientale.

L’indagine evidenzia che difendere l’ambiente è ritenuto un compito complesso, di cui i ragazzi sembrano comunque volersi fare carico, come dimostrano i voti dati al proprio impegno per l’ambiente: più di 9 su 10 danno la sufficienza al proprio spirito ecologista (il 48% si assegna un 'buono' e il 14% 'ottimo'). Tra il dire e il fare qualcuno si perde per strada ma l'attivismo dei ragazzi è comunque alto. Molto diffusi i comportamenti virtuosi: dalla raccolta differenziata a un limitato uso delle plastiche, dalla gestione attenta di elettricità e acqua all'acquisto di prodotti a scarso impatto ambientale, adottati quotidianamente da 1 ragazzo su 4. Gli altri? Dichiarano almeno una buona abitudine tra quelle elencate: differenziata e lotta alla plastica sono sicuramente più diffuse rispetto all’uso attento di risorse idriche o energetiche.

Un approccio costruttivo che li porta a vedere di buon occhio le soluzioni alternative che possiamo applicare per avere un basso impatto ambientale, inquinare il meno possibile e risparmiare risorse preziose. Usare trasporti pubblici e veicoli elettrici, per esempio, è considerata una 'moda' da sposare appieno. Lo stesso vale per le energie rinnovabili (eolico e fotovoltaico in primis): per quasi 7 su 10 tutto dovrebbe essere alimentato con queste fonti e per il 13% sono utili ma quelle tradizionali restano più efficienti; solo il 4% non ne è convinto.

Anche le buone pratiche alimentari sembrano trovare terreno fertile nella GenZ: il 50% riconosce che il modo più 'ecologico' per fare la spesa è rivolgersi a contadini e produttori diretti. Solo una sparuta minoranza (8%) ritiene che le abitudini alimentari non impattino sull'ambiente.

Le città di domani? Proiettandosi tra dieci anni, 2 su 3 se le immaginano più o meno uguali a quelle di oggi, se non addirittura più inquinate e 'grigie'. Solo i giovanissimi, gli under14, appaiono fiduciosi: per 6 su 10 tra un decennio potremmo già vedere pannelli solari ovunque e fabbricati ricoperti dal verde.

Resta comunque il fatto che le basi di partenza lasciano ben sperare. Come hanno sviluppato questa sensibilità? Da quali fonti? Naturalmente da quelle più vicine al loro mondo. Circa 8 su 10, infatti, si informano soprattutto tramite le nuove tecnologie: il 48% preferendo motori di ricerca web e social network, il 30% puntando su documentari e serie tv in streaming. Qualche tradizionalista (14%) ha approfondito su riviste e giornali specializzati; meno di 1 su 10 si è affidato a insegnanti e familiari.

E poi, ovviamente, ci sono i modelli da seguire. Quasi scontato che in cima alla lista ci fosse lei: Greta (la mette al primo posto il 42%). Più sorprendente, invece, chi si piazza immediatamente alle sue spalle: è Leonardo Di Caprio (16%); avranno inciso di più le sue campagne in difesa dell'ambiente o i meme social che lo vedono protagonista?

Ma anche la scuola, ora, è pronta a fare la sua parte. Infatti l’educazione alla sostenibilità è uno dei tre capisaldi dell’educazione civica, da quest’anno obbligatoria in tutti gli istituti di ogni ordine e grado. Una novità assoluta anche per i docenti, che dovranno mettersi al passo con i loro alunni su questo tema. Una missione che sarà resa meno ardua anche grazie al contributo di Sorgenia che, in collaborazione con l’associazione Parole O_Stili, ha realizzato un programma di educazione alla sostenibilità nelle scuole mettendo a disposizione degli insegnanti percorsi didattici su misura, cui si associano anche venti borse di studio per future matricole di facoltà universitarie con focus ambientale. Per gli aspiranti colleghi di Greta Thunberg le candidature sono aperte dal 4 novembre sul sito www.sorgenia.it/energiadeigiovani.

 


Ultimo aggiornamento: Mercoledì 11 Novembre 2020, 16:10
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