Il miglior ristorante del mondo? E' in Costa Azzurra e lo chef è argentino (di origini italiane) LA CLASSIFICA

Il ristorante Mirazur di Mentone eletto miglior ristorante del mondo: vince lo chef Mauro Colagreco LA CLASSIFICA

Due ore e sul palco sono sfilati i 50 migliori ristoranti del mondo, secondo la classifica dei «50 Best Restaurants», che giudica le migliori tavole di tutto il mondo attraverso il lavoro di una giuria di 1000 esperti nei 5 continenti. «Grazie amore mio, grazie alla mia squadra», ha esclamato Mauro Colagreco, cuoco argentino e chef del ristorante Mirazur di Mentone, sulla Costa Azzurra, che sale sul tetto del mondo, almeno quello dei «50 Best».

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ECCO LA CLASSIFICA COMPLETA: I 50 RISTORANTI MIGLIORI AL MONDO


L’Italia figura con 2 ristoranti fra i primi 50: il Piazza Duomo di Enrico Crippa ad Alba in 29° posizione e Le Calandre di Max e Raffaele Alajmo a Rubano 31° in posizione 51° posizione per il ristorante Reale di Niko Romito a Castel di Sangro e 66° posizione (new entry) per il ristorante Uliassi di Mauro Uliassi a Senigallia Ottima performance anche per Riccardo Camanini con il suo Lido 84 a Gardone Riviera (new entry) premiato con il "One to watch award" ovvero il ristorante da tenere in considerazione, ora in 78° posizione

 
 

Con la voce rotta dall'emozione «datemi un po' d'acqua per favore, anzi meglio un whisky», ha aggiunto dal palco ricevendo il premio delle mani di Stefano Marini, responsabile internazionale di San Pellegrino, main partner dei 50 Best. Colagreco succede al nostro Massimo Bottura, che vinse la scorsa edizione e da quest'anno è entrato, come gli altri vincitori, nella speciale sezione «Best of the Best» in compagnia di mostri sacri della gastronomia mondiale anch'essi al primo posto negli anni passati. Al secondo posto René Redzepi, con il suo nuovo «Noma» a Copenaghen e terzo sul podio il ristorante Asador Etxtebarri, Axtondo, nei Paesi Baschi, guidato da Victor Arguinzoniz. L'Italia ha portato a casa due delle cinquanta posizioni, con Enrico Crippa del Piazza Duomo di Alba alla 28 e i fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo, con il loro Le Calandre a Rubano (Pd) al numero 31. Ma soprattutto il premio «One to Watch» ovvero il miglior ristorante al mondo da «tenere d'occhio» con i fratelli Riccardo e Giancarlo Camanini e il loro Lido 84 a Gardone Riviera. 


GIANCARLO E RICCARDO CAMANINI

Atmosfera delle grandi occasioni al «Sands Theatre» di Singapore, scenografia «Urban Tecno» e agile conduzione da parte di Annabelle Crabb, giornalista anglosassone, gremito da chef di tutto il mondo ed esponenti internazionali del mondo del food. Tra le presenze italiane, il direttore delle Guide de L'Espresso Enzo Vizzari e il tristelalto chef Norbert Niederkofler. Il premio per il miglior ristornate dell'Asia è andato allo chef Gaggan, con il suo omonimo ristorante a Bangkok. Miglior chef donna 2019 è Daniela Sotto Hines, origini messicane per la chef che ha conquistato New York. Miglior Pastry chef un'altra donna, la francese Jessica Préalpato, che lavora con Alain Ducasse. Un momento di partecipato cordoglio è andato al ricordo di Joel Robuchon, chef francese recentemente scomparso e padre nobile delle cucina d'Oltralpe, e di Rachel Rosemberbg, membro della «50 Best Academy».

La Spagna è in prima linea con i suoi sette ristoranti presenti nei The World’s 50 Best Restaurants, di cui tre nella top 10: l'Asador Etxebarri (No.3), il Mugaritz (No.7), e il Disfrutar (No.9). Fuori dalla top 10 per poco, l'Azurmendi (Larrabetzu) ha saltato 29 posti fino ad arrivare al No.14 per vincere il Westholme Highest Climber Award 2019. Anche la Francia è rappresentata da cinque ristoranti di tutto rispetto che figurano nella top 50, tra cui l'Arpège (No.8), il Septime (No.15), l'Alain Ducasse au Plaza Athénée (No.16), l'Alléno Paris au Pavillon Ledoyen (No.25), così come il Mirazur. Gli Stati Uniti contano sei ristoranti nella lista, tra cui il Cosme (No.23), guidato dal The World’s Best Female Chef 2019, Daniela Soto-Innes, e due nuove entrate: l'Atelier Crenn (No.35) e il Benu (No.47), entrambi a San Francisco (California).

Quest'anno la Danimarca vanta due dei primi cinque riconoscimenti per la nuova incarnazione del Noma (No.2) e per il Geranium (No.5), entrambi siti a Copenaghen. Anche il Perù è tra i primi dieci posti nella lista con ristoranti di Lima, tra cui vi sono il Central (No.6), ancora una volta votato come The Best Restaurant in South America, e il Maido (No.10). Il Messico vanta anche due posti al vertice della lista, tra cui il Pujol (No.12), nominato The Best Restaurant in North America, e il Quintonil (No.24), entrambi siti a Città del Messico.

Anche il Regno Unito, l'Italia, il Giappone, la Cina, la Thailandia e la Russia sono rappresentati da due ristoranti nella lista. Alain Passard dell'Arpège di Parigi (No.8) vince il Chefs’ Choice Award, sponsorizzato da Estrella Damm. Il prestigioso riconoscimento viene votato dai migliori chef del mondo presenti nella lista e assegnato a un collega che abbia ricoperto un ruolo decisivo nel mondo della ristorazione nell'ultimo anno. Il premio The Art of Hospitality Award, sponsorizzato da Legle, viene assegnato al Den di Tokyo (No.11). Il ristorante è molto apprezzato per il suo approccio olistico nel servire gli ospiti, dal momento in cui si siedono a tavola fino al momento in cui concludono il loro pasto.

Tra i ristoranti asiatici vi sono anche il Gaggan (No.4) di Bangkok, nominato The Best Restaurant in Asia, e l'Odette (No.18) dalla città ospitante di Singapore. Il The Test Kitchen (No.44), sito a Città del Capo, è stato nominato The Best Restaurant in Africa. Il Schloss Schauenstein, sito a Fürstenau, Svizzera (No.50), si aggiudica il Sustainable Restaurant Award 2019. Questo premio è stato aggiudicato attraverso un'ispezione indipendente condotta dalla Food Made Good Global, divisione internazionale della Sustainable Restaurant Association, che valuta le strutture nella lista di 120 ristoranti che si auto-nominano per il premio sulla base di criteri di sostenibilità stabiliti.

Nuovo per il 2019, l'American Express Icon Award è stato conferito allo chef e filantropo spagnolo José Andrés, residente negli Stati Uniti. Questo prestigioso riconoscimento celebra un personaggio che ha apportato un contributo eccezionale al mondo della ristorazione nel corso della propria carriera fino a oggi, la cui portata va ben oltre l'ambito culinario. Jessica Préalpato, capo pasticciere presso l'Alain Ducasse au Plaza Athénée (No.16) a Parigi, riceve il The World’s Best Pastry Chef Award, sponsorizzato da Sosa. L'etica innovativa di Préalpato si basa sulla creazione di dolci naturali con prodotti di stagione dal sapore deciso, ma a basso contenuto di zuccheri e grassi. Infine, il Lido 84 a Gardone Riviera (Italia) si aggiudica il Miele One To Watch Award, premio che celebra una stella nascente tra i ristoranti di tutto il mondo presenti nella classifica ampliata, un ristorante che possiede il potenziale per fare la differenza nelle classifiche dei prossimi anni. Adesso è al 78° posto, ma chissà dove arriverà nelle classifiche future.

Martedì 25 Giugno 2019, 17:40
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