Cornetto con blatta, Bauli si difende così: "Nessun riscontro certo"
di Marilù Musto

Cornetto con blatta, Bauli si difende così: "Nessun riscontro certo"

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Da un lato, la denuncia di una donna di Caserta, Maria Rosaria Madonna, madre di un trentenne che spiega: «C’era una blatta nel cornetto della Bauli che ha mangiato mio figlio a colazione». Dall’altra c’è l’azienda Bauli che precisa con una nota ufficiale: «Non esiste nessuna informazione che permetta di dichiarare la presenza del corpo estraneo sul prodotto integro nella sua confezione originaria». Al centro, un’indagine dei carabinieri del Nas di Caserta che hanno ritirato il cornetto con la blatta all’interno e l’hanno sequestrato.

Nessun provvedimento è stato intrapreso dalla Bauli che produce e confeziona i suoi prodotti negli stabilimenti di Castel d’Azzano, Orsago e Romanengo. Anzi, il comunicato dell’azienda è chiaro: «Attualmente, non c’è stato nessun ritiro di prodotto dagli scaffali e non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione da parte degli enti di controllo ufficiale preposti. In generale, però, è giusto evidenziare che la sicurezza del consumatore è una priorità assoluta dell’azienda. Bauli da sempre si prende cura dei propri consumatori». Com’è potuto succedere, allora, che nel prodotto sigillato sia entrato un insetto?

«Ogni anno vengono effettuati da Bauli migliaia e migliaia di controlli tra materie prime e prodotti finiti per attestare che questi ultimi abbiano tutte le carte in regola», continua l’azienda italiana che ha letto, qualche giorno fa, il post su Facebook dell’arrabbiatissima mamma casertana che ha ottenuto oltre 80mila condivisioni. In effetti, però nessun prodotto della Bauli compare nella lista di quelli ritirati per decisione del Ministero della Salute. «Bauli sta seguendo con la massima attenzione la vicenda di Caserta ed è a completa disposizione delle autorità competenti per chiarire i fatti che, al momento, non permettono di avere chiarezza sull’accaduto».

Intanto, le indagini vanno avanti e si dirigono verso la filiera della produzione e del confezionamento. In effetti, sembrerebbe che la donna che ha sporto la denuncia non abbia però fornito l’indirizzo del supermercato di riferimento. Non ci sarebbe nella denuncia il nome della salumeria dove è stata comprata la confezione. Un dato certo c’è: è stata presentata una denuncia ai carabinieri del Nucleo Antisofisticazione e Sanità e la Bauli pare abbia contattato Maria Rosaria, chiedendole l’invio del prodotto incriminato. Al momento, però, non sembrerebbe esserci un vero e proprio allarme generalizzato: nessun prodotto della Bauli compare nella lista di quelli ritirati per decisione del Ministero della Salute.

Fonti della procura di Santa Maria Capua Vetere hanno però spiegato che «sono state avviate le procedure per eventuale allerta a tutela della salute pubblica nel caso in cui dovessero emergere responsabilità oggettive».
Giovedì 14 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 15:00
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