Cibo scaduto, ecco quando si può ancora mangiare senza stare male

Cibo scaduto, ecco quando si può ancora mangiare senza stare male

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Tutta colpa di quell'indicazione: "Da consumarsi preferibilmente entro...". Induce il consumatore a considerare il prodotto ormai scaduto e non più commestibile, ma in diversi casi non è così. E il cibo viene buttato via, uno spreco inaccettabile se si pensa che nel mondo occidentale, Italia compresa, rappresenta tra il 30 ed il 50% di quello che viene complessivamente prodotto. Basterebbe per sfamare, in un anno, tutta l'Africa sub-sahariana. Da noi, poi, in un anno mediamente vengono sprecati venti milioni di tonnellate di cibo, per un valore economico di otto miliardi.



Quell'avverbio, in teoria, è indicato proprio per i cibi che possono essere consumati anche qualche giorno dopo la data riportata sulla confezione. In genere, sono i cibi più freschi e con meno conservanti a presentare la dicitura "Da consumarsi entro". Ma i prodotti secchi e in scatola possono essere consumati anche a distanza di settimane dalla data indicata, ed è questo che ha indotto la catena inglese Co-op ad aprire una corsia riservata a prodotti scaduti ma ancora commestibili, in vendita a prezzi stracciati. Come riporta la BBC, l'iniziativa sta avendo un successo clamoroso.
Non è di certo la prima, in tal senso, a voler ridurre gli sprechi, come spiega Vittorio Sabadin su La Stampa: “La colpa è anche delle date di scadenza troppo rigide e delle promozioni che nei supermercati spingono la gente a comperare cibi di cui non ha bisogno. Ci sono poi le normative di conservazione, che complicano la procedura di trasferimento del cibo alle charity che potrebbero distribuirlo ai bisognosi. In Italia, una legge all’avanguardia chiamata “del Buon Samaritano”, approvata nel 2003 grazie alle insistenze della Fondazione Banco Alimentare, rende più facile raccogliere cibo. Ma perché le cose cambino davvero, tutto deve cominciare dalle famiglie, che dovrebbero ritrovare quello spirito nato durante la II guerra mondiale e trasmesso per un po’ alle generazioni successive, secondo il quale buttare il cibo non è solo un peccato: è proprio una stupidaggine”.

Tra i prodotti che possono essere consumati anche qualche tempo dopo la data di scadenza troviamo: pasta secca, cioccolato, cibo in scatola e conservato in aceto, miele, formaggi stagionati (basta tagliare via le superfici più scure e secche), banane, surgelati (purché non si siano scongelati in precedenza), biscotti e spezie. I prodotti non più commestibili dopo la data di scadenza, invece, sono latticini e formaggi freschi, carne e pesce, oltre all'acqua in bottiglia aperta ed esposta al sole.
Mercoledì 6 Dicembre 2017 - Ultimo aggiornamento: 13:14
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1 di 1 commenti presenti
2017-12-07 10:58:01
come siamo messi male
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