Chef Cerea, Beck, Cedroni, Cuttaia: «Certezze, per potersi reinventare». Stelle in cucina affrontano la Fase 2
di Rita Vecchio

La ricetta Giusta, Chef Cerea, Beck, Cedroni, Cuttaia: «Certezze, per potersi reinventare»

Da Nord a Sud è unico il coro nel mondo dei fornelli. È il settore della ristorazione uno dei più feriti dal Coronavirus. E l’incertezza e la consapevolezza che non saranno tempi facili la fanno da padrone. 

«Qui a Bergamo abbiamo passato momenti di paura. Emotivamente è stato duro. Ho visto morire amici, parenti, clienti. Eravamo di fronte all’invisibile - racconta Chicco Cerea, chef del tre stelle di famiglia Da Vittorio di Brusaporto - Adesso la paura è per la nostra azienda. Abbiamo pensato a un concept a bordo piscina, Dav Gourmet Pizza & Gourmet, per un cibo economicamente più pop e alternativa al fine dining. Il danno è incalcolabile. Le spese enormi: penso solo alla tassa di rifiuti mai prodotti. Se non le sospendono, non si sa come fare».


Chicco e Bobo Cerea

Stessa voce quella di Heinz Beck. «La situazione è drammatica, vacillante tra problemi sanitari e mancanza di comunicazione - dice il tre stelle del ristorante La Pergola del Rome Cavalieri con concept in tutto il mondo, da Dubai a Tokyo - L’incognita è alta. È da tre mesi che siamo chiusi e senza alcun sostegno economico. Politicamente non è facile, ma non lo è nemmeno per noi ristoratori. Il rischio è che non tutti potranno riaprire». Certezze, tutele e coperture del mancato lavoro.

«Ho anticipato gli stipendi e continuerò a farlo per non lasciare chi lavora con me senza sostegno. Ma a noi i soldi non sono mai arrivati - racconta Moreno Cedroni, chef patron bi-stellato di La Madonnina del Pescatore sul lungomare di Senigallia e di altri locali sulla riviera romagnola - Ho una storia di 30 anni, ma per chi ha appena aperto è dura. Senza entrate, è necessario che le tasse siano bloccate, un fondo perduto e la cassa integrazione per chi non riusciremo ad assumere subito. Dobbiamo sentirci protetti e avere delle certezze».


Moreno Cedroni

Lo stesso il pensiero dello chef due stelle Pino Cuttaia, presidente di Le Soste di Ulisse, associazione delle eccellenze siciliane. «Sembra la quiete dopo la tempesta. Un cuoco, aspetta. Ma c’è chi non potrà riaprire anche a causa di restrizioni degli spazi chiusi. Con noi si è fermata una filiera dove il cuoco rappresenta la sintesi. Il nostro impegno sarà recuperare tutto quello che c’è da recuperare. Si deve puntare sul turismo locale. Sarebbe bella cosa se si riscoprisse l’Italia, e noi qui la stessa Sicilia. Una mini vacanza, una micro economia per tornare, a poco a poco, alla normalità». 


Pino Cuttaia
Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Maggio 2020, 09:54
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