Coronavirus: sindaco di Nereto
«Se Luca era qui non moriva»

Coronavirus: sindaco di Nereto
«Se Luca era qui non moriva»

«Ho scritto a Di Maio perchè accerti le cause di morte di Luca Di Nicola. E che si assicuri delle condizioni della madre che mi dicono che abbia gli stessi sintomi. Una cosa è certa: se Luca era in Italia si sarebbe salvato perchè l’avremmo curato. E con questo si vede la differenza tra il nostri sistema sanitario e quello inglese».
È quanto dice Daniele Laurenzi, il sindaco di Nereto, comune dove era nato Luca, il 19enne morto a Londra di coronavirus e vittima più giovane in Abruzzo. 
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Il giovane stava lavorando come aiuto cuoco in un ristorante e viveva insieme alla madre, Clarissa, e al suo compagno, Vincenzo nel nord della capitale britannica. Da qualche giorno era però in casa alle prese con una brutta influenza, catalogata dal medico di base, da quanto riferiscono i familiari, come stagionale, poi martedì il dramma e la corsa disperata verso l’ospedale dove è morto poco dopo nel reparto di terapia intensiva. Tutto lasciava pensare a un caso di Covid-19, ma le autorità sanitarie britanniche non si erano ancora pronunciate e ieri sera è stato il padre del ragazzo, Mirko Di Nicola, a comunicarlo su Facebook. 
Ultimo aggiornamento: Martedì 31 Marzo 2020, 23:16
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