Bob Sinclair: "Amo l'Italia, a Milano potrei
​vivere e produrre i miei nuovi dischi"
di Carletto Nicoletti

Bob Sinclair: "Amo l'Italia, a Milano potrei
vivere e produrre i miei nuovi dischi" -Video

L’appuntamento è per le 11 in un lussuoso hotel nel centro di Milano. La scena prevista è chiarissima: almeno una ventina di giornalisti che sgomitano per fare domande, selfie, urla, e invece… Siamo io, la fidata assistente italiana, Cristina e Bob Sinclar a disposizione completa della curiosità mia e di Leggo su musica e vita quotidiana di una popstar mondiale, che ama l’Italia.











Bob, ma tu ci vivresti in Italia e nel caso dove?

«Amo il sole, mi sono trasferito a Los Angeles proprio perché al massimo in California può piovere non più di 20 giorni in un anno, ma se dovessi venire ad abitare in Italia, credo che Milano sarebbe la città ideale per il mio lavoro».



«Qui potrei produrre i miei dischi, frequentare club, Milano è una città produttivamente parlando molto attiva… Ma io amo la campagna, il sole, la tranquillità, quindi…”



Vivere Los Angeles ha influito nelle tue ultime produzioni?

«Assolutamente sì, anche se, amando lo sport (Bob è un grandissimo appassionato giocatore di tennis, ndr) ed essendoci sempre il sole, la voglia di stare chiuso in studio è… minore. Quando torno a Parigi recupero…».



Centoventi serate all'anno in giro per mondo: farai fatica a mantenere un'alimentazione equilibrata?

«Non credere… Quando sono in Italia mangio pizza, pasta, burrata (immaginatevi sentirvi pronunciate la parola “burrata” da Bob Sinclar con il suo accento francese, ndr), diciamo che quando viaggio mi piace mangiare le cose tipiche dei posti che visito, ma quando torno a casa ho un regime alimentare molto rigido, non posso mangiare tutti i giorni pizza…».



Presenti “Feel the Vibe”, un singolo con cui torni alle sonorità anni 90.

«Sì, esatto, mi piace alternare, provare roba nuova, ma anche ripercorrere e riprendere sonorità del passato, questo è un pezzo molto commerciale, forse poco radiofonico, ma molto forte da ballare».



Credi che in questi anni sia cambiato il tuo pubblico nelle serate, con l'avvento di genere musicali dance più estremi tipo l'Edm?

«Mi piace questa domanda: nelle mie serate si divertono più generazioni insieme, riesco a unirle tutte, dai quindicenni ai cinquantenni a cui piace divertirsi e sentirsi ancora belli giovani. Ci sono alcune cose Edm che mi piacciono, ma lo trovo un genere soprattutto per ragazzini, ai miei figli piace!».



Hai fatto due dischi con Raffaella Carrà e hai ripreso in “Groupie” la colonna sonora del film italiano “Pinocchio”...

«Compro tanti vinili, non amo i cd, ma ho una collezione incredibile di vinili sia 33 che 45 giri, in uno di questi ho ascoltato A far l'amore comincia tu, e ho contattato Raffaella, che inizialmente non sapeva nemmeno chi fossi, adesso siamo amici e ci sentiamo spesso. Per quanto riguarda Pinocchio, l'etichetta Sugar di Caterina Caselli mi spedì parte del loro catalogo e ascoltai Pinocchio, mi piacque e così è nata Groupie».



Un saluto veloce, un bel video per il sito di Leggo e via in aeroporto direzione Bari per una serata con… burrata (rigorosamente con l'erre moscia).
Lunedì 30 Marzo 2015 - Ultimo aggiornamento: 08:40
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