Alice e i duetti con Battiato e Carboni nel nuovo 
​disco: "Autoproduzione unica via per lavorare"
di Claudio Fabretti

Alice e i duetti con Battiato e Carboni nel nuovo
disco: "Autoproduzione unica via per lavorare"

ROMA - Un disco nato nei fine settimana. Come da titolo: Weekend. «Erano i momenti in cui ci riunivamo con i produttori Messina e Guarneri», racconta Alice, occhiali neri e sguardo vivace di sempre, svelando la sua nuova creatura, che esce oggi, a due anni da Samsara.





E che dentro ci siano “Tante belle cose” lo annuncia già lo splendido singolo, cover di un pezzo di Françoise Hardy. Come l'avete scoperto?

«È stato Messina a farmi ascoltare questa Tant de belles choses: mi ha colpito subito, così è nata l'idea di far riadattare il testo a Franco Battiato. E devo dire che preferisco gli arrangiamenti di questa versione, che è arricchita anche dalla tromba di Paolo Fresu».



È tornata a lavorare con Battiato...

«Già su Samsara aveva scritto un brano (Eri con me), e si era aperta di nuovo la collaborazione che è proseguita in questo disco, in cui Franco ha prodotto e realizzato due brani, Veleni, scritto con Sgalambro, e La realtà non esiste di Claudio Rocchi, in cui canta insieme a me».



Com'è stato ritrovarvi dopo tanti anni?

«Noi siamo sempre rimasti amici e io ho continuato a cantare le sue canzoni, alcune le ho anche incise su disco, come È stato molto bello nel 2003. Oggi non siamo più quelli di allora, ma in qualche modo ci si corrisponde di nuovo: è stato tutto naturale e bello».



Com'è nata invece la collaborazione con Luca Carboni?

«Avevo già cantato in Farfallina, nel suo disco di duetti, Fisico & politico. Mi sono trovata benissimo con lui e la sua voce era perfetta per Da lontano».



La sua voce, invece, resta un'arma in più. Le piacciono le attuali voci femminili italiane?

«Credo che queste artiste, spesso uscite dai talent, abbiano molte più possibilità di quante ne riescano a esprimere. Purtroppo c'è un appiattimento, anche perché gli autori sono sempre gli stessi e le etichette ormai, per loro stessa ammissione, si appoggiano solo ai talent».



Per questo ha scelto di autoprodursi?

«Sì, già dal 1995, visto che la mia etichetta non mi sosteneva, ho deciso di lavorare in modo autonomo e ci sono riuscita, anche se è molto impegnativo».



C'è un filo rosso tra i brani di “Weekend”?

«È il tema esistenziale, della vita, nelle sue domande, inquietudini o certezze. Che poi è sempre stato il mio tema conduttore. Anche in canzoni apparentemente leggere, come Chan-son egocentrique».



Sarà in tour per promuovere il disco?

«Sì, in primavera, nella seconda metà di marzo. Farò dei concerti nei teatri, sicuramente a Roma, Milano, Genova, Padova».



Canterà anche i brani storici?

«Alcuni sì, dipende da come mi gira! Sono stata 20 anni senza riproporre Per Elisa, da qualche tempo sono tornata a cantarla».
Lunedì 10 Novembre 2014 - Ultimo aggiornamento: 10:39
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