Stefania, la prima poliziotta trans d'Italia.
"Avevo moglie e figli, ora debutto al cinema"
di Ilaria Del Prete

Stefania, la prima poliziotta trans d'Italia.
"Avevo moglie e figli, ora debutto al cinema"

Fabio è nato in un paeseino della provincia milanese. Qui è cresciuto, ha studiato, ha vinto un concorso in polizia e si è sposato. Due bambini, prima un maschietto poi una bimba. Una vita comune, "perché è così che si deve fare". Per quarant'anni Fabio ha continuato a fare quello che tutti si aspettavano facesse, fino a quando la misura - la sua, stavolta - non si è colmata. Oggi si chiama Stefania Pecchini, ha 49 anni, lavora ancora in polizia e ad ottobre la vedremo anche al cinema, nel suo primo film da coprotagonista.



"Da ragazzino pensavo fosse tutto un mio problema, e all'epoca parole come 'transessuale' facevano paura, evocavano solo la prostituzione. Però sono sempre stata "strana": mettevo pantaloni rosa, portavo i capelli lunghi...cose così", racconta Stefania rievocando la sua infanzia con una voce gentile. Racconta del matrimonio con una donna che ha amato "perché la questione sessuale non riguarda l'identità di genere", e di come ha capito, pian piano, che quello da sempre considerato solo un suo problema fosse in realtà una condizione comune a tanti: "essere in un corpo sbagliato".







"Questione sessuale" e "identità di genere" sono parole che Stefania ha imparato a conoscere grazie al web, e quando ha capito che il suo momento era arrivato si è rivolta a uno psichiatra. "Volevo capire - spiega la poliziotta - cosa mi stava succedendo, avevo paura di perdere i miei affetti. Ho anche pensato di farla finita. Poi ho pensato all'esempio che avrei dato ai miei figli: dovevo insegnargli che gli ostacoli vanno superati". Nel 2012, l'intervento, preceduto dalla terapia ormonale.



Mentre racconta delel tappe che l'hanno portata ad essere finalmente quello che ha sempre sentito di dover essere, "per farmi amare - dice - come sono davvero", Stefania parla con grande delicatezza e profondo rispetto per tutte le persone che questo percorso lo hanno condiviso, dalla sua famiglia ai suoi colleghi e superiori. "La mia scelta non deve condizionare gli altri, non è un'imposizione", e lo hanno capito i suoi figli, la sua ex moglie (ora sua grande amica) e persino il suo comandante ha accolto con benevolenza il primo polizziotto italiano transessuale.



La storia di Stefania parla di coraggio e rispetto, per se stessi e per gli altri, e ora anche di un sogno realizzato: da quando aveva 17 anni, infatti, ha fatto parte di una compagnia di teatro amatoriale, che ha lasciato solo nel periodo della transizione. Il 22 ottobre il suo debutto sul grande schermo in "Sei tutto quello che voglio". Un po' come lei, a cui ora non manca più nulla.
Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Luglio 2015, 16:42
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