Lorenzo, il figlio di Vasco: "Gli devo molto. 
​È un buon padre, ma non seguirò le sue orme"
di Bianca Francavilla

Lorenzo, il figlio di Vasco: "Gli devo molto.
È un buon padre, ma non seguirò le sue orme"

ROMA - Ha 30 anni, sogna di fare il giornalista e di avere una famiglia dove si ceni tutti insieme intorno a un tavolo. È Lorenzo, figlio di Vasco Rossi e quella che tutti conoscono come Gabry.


Quando ha conosciuto suo padre per la prima volta?
«Ho sempre saputo chi era. Un giorno, guardandolo in tv, ho chiesto a mia madre di incontrarlo. Lei aveva sempre avuto paura che con la sua notorietà potesse portarmi via. In pochi giorni abbiamo organizzato l'incontro e, finalmente, l'ho conosciuto. Avevo 15 anni, eravamo nel suo studio di Bologna».

Cosa ricorda di quel giorno?
«Come prima cosa, gli chiesi il test del Dna che è obbligatorio per legge. Lui non voleva farlo perché era sicuro di essere mio padre. Da quel giorno mi ha preso sotto la sua ala protettiva e abbiamo iniziato da zero il nostro rapporto padre-figlio».

Cosa è cambiato nella sua vita?
«Grazie alla fiducia che aveva in me, ho ripreso ad andare a scuola: ero stato bocciato 4 volte. Mi sono trasferito a Ferrara e ho ricominciato a studiare in una scuola privata. Mio padre, poi, voleva fossi il primo laureato della famiglia Rossi, ma io non avevo soldi per pagare la retta. Grazie a lui riuscii a iscrivermi all'università, a scienze della comunicazione. Volevo fare il giornalista».

Ci è riuscito?
«Ora lavoro in un poliambulatorio privato, però mi occupo della comunicazione e del marketing. Mi illudo che abbia qualcosa di inerente. Non mi sono mai sognato di essere avvantaggiato, con un cognome come il mio è un attimo commettere un errore. Ho fatto il barista, il promoter, il segretario».

Il mondo della musica non l'ha mai affascinato?
«Della musica non ho ereditato niente: non so suonare né cantare. Mi diverto a scrivere, ma solo per me».

Che idea s'è fatto della storia tra sua madre e suo padre?
«Da quello che raccontano è stata una storia intensa, passionale. Mia madre era molto giovane, mio padre nel pieno del periodo da rock star dannata. Non porto rancore perché si sono lasciati quando mia madre è rimasta incinta».

Com'è Vasco come papà?
«Attento e presente, anche se non abitiamo sotto lo stesso tetto. Tento di tenere il nostro rapporto come fosse un segreto, lontano dalle malelingue. Ci vediamo quando ci va. In quest'ultimo periodo è stato impegnato con Los Angeles e con il tour. Le festività le abbiamo trascorse separati: lui con la sua famiglia, io con la mia fidanzata. Il mio sogno è costruirmi una famiglia e cenare tutti insieme intorno ad un tavolo, quello che io non ho mai avuto».

Lo segue ai concerti?
«Sì. Di solito in queste occasioni mi incontro con i miei fratellastri Davide, nato nel mio stesso anno, e Luca. Mi rispecchio nei testi delle sue canzoni, che mi accompagnano nei momenti difficili. Mi piace definirmi il suo fan numero uno: in fondo, sono uno di loro».
Lunedì 25 Gennaio 2016, 03:23
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