Totti furioso per Chanel su Gente: «Io e Ilary fuori di testa. Tornare alla Roma? Presto un caffè...»

Totti furioso per Chanel su Gente: «Io e Ilary fuori di testa. Tornare alla Roma? Presto un caffè...»
Francesco Totti potrebbe tornare alla Roma, dopo l'addio di Pallotta e l'acquisto del club da parte della famiglia Friedkin: lo ha detto lui stesso in un'intervista stamattina a Paolo Condò su Repubblica, in cui l'ex capitano giallorosso ha raccontato anche della reazione sua e della moglie Ilary Blasi alla copertina di Gente che ritraeva la figlia tredicenne Chanel. Nell'intervista Totti afferma di non dare troppo peso ai social media: «Neanche li leggevo, finché non mi hanno segnalato certi commenti bavosi alla famosa copertina di Gente... ecco, questa è una storia che ha mandato Ilary e me fuori di testa. Ci saranno conseguenze legali», le parole dell'ex numero 10 della Nazionale. 


Quando rientra nella Roma? «Non è la domanda giusta. Troppo diretta, questa è una storia di sfumature. Se lei mi chiede quando incontrerò la famiglia Friedkin le rispondo: quando mi inviteranno a prendere un caffè, e sinceramente penso che succederà. Ma al momento non c'è stato alcun contatto». «Dan Friedkin -sottolinea l'ex bandiera della Roma- ha capito in fretta la cosa fondamentale: a Roma la proprietà dev'essere fisicamente presente, e l'annuncio che il figlio Ryan verrà a vivere qui va nella giusta direzione. Pallotta ha commesso degli errori perché decideva in base a notizie riportate. Il proprietario deve viverle in diretta».

«La situazione è in questi termini -prosegue Totti parlando dello stato dei rapporti con la sua ex squadra-: dopo lo strappo dell'anno scorso mi sono reinventato una vita professionale interessante e piacevole. Lavoro con vecchi amici: Candela segue la Francia, Aldair il Sudamerica. Assieme cerchiamo ragazzi con qualità di base notevoli, e spieghiamo loro la mentalità che porta al vertice. I contratti vengono dopo, sono una conseguenza, io ti dico come devi vivere per meritarteli, ed è abbastanza normale che se glielo assicura Totti un ragazzo ci crede».

Malgrado tutto, però, «il rapporto con il ceo Guido Fienga è rimasto ottimo. E sul fatto che la Roma gradisca avermi come interlocutore quando si tratta di assistere un giovane, di fare il suo bene nel senso più ampio, beh... l'ho notato anch'io. Con piacere, naturalmente». «Non brucio dall'esigenza di cambiare, ho trovato un'altra cosa che mi appassiona. Messa in chiaro la premessa, è naturale pensare che prima o poi io e la Roma ci ritroveremo. Ma i tempi non li detto io, e soprattutto non aspetto che succeda seduto a far niente sul divano di casa», ha detto Totti.

SU PIRLO Quella degli ex campioni del mondo di calcio chiamati ad allenare «è una tendenza nata dal successo di Zidane. Quando parla un allenatore che è stato un campione, lo spogliatoio ascolta perché lo rispetta». «Naturalmente deve esserci una capacità tecnica, se il campione è un bluff viene scoperto e finisce tutto. Però il rispetto per il tuo passato ti garantisce un pò di tempo in più, e Gattuso per esempio l'ha sfruttato benissimo. Pirlo? È una persona d'oro, spero sinceramente che ce la faccia e devo dire che la Juve difficilmente sbaglia una scelta. Ma non mi aspettavo un passo così deciso, non è normale che un debuttante riceva un incarico gravato da simili aspettative. Andrea dovrà essere Pirlo, vale a dire un fuoriclasse, anche in panchina. E da subito».

DE ROSSI E TOTTI «Sento spesso Daniele De Rossi, è carico come una sveglia per allenare, per me sarebbe prontissimo e trovavo adeguata l'idea Fiorentina. La Roma per ora lasciamola stare, Fonseca ha fatto una buona prima stagione, ha perso qualche punto dopo la ripresa ma Atalanta e Lazio erano comunque irraggiungibili». Da dirigente della Roma Totti fece di tutto per avere Antonio Conte in panchina, «e pensavo di avercela fatta, chieda a Fienga, anche lui ormai si stava convincendo. Parlai con Antonio per dieci giorni in modo sempre più dettagliato, voleva sapere tutto, giocatori da cedere e giocatori da prendere, clima interno allo spogliatoio, ricordo che pretendeva soltanto tre figure a contatto con la squadra, gli altri tutti lontani, e l'avremmo accontentato. Ci rimasi male, quando alla fine scelse l'Inter». 


ZANIOLO «Zaniolo può diventare un grandissimo. È il talento più cristallino della nuova generazione, deve maturare come persona e in campo ma è inutile farla troppo lunga, succede a tutti i ventenni. Il consiglio migliore che gli posso dare è quello di legarsi a Lorenzo Pellegrini, perché è la persona che è, e perché da romano sa gestire bene privilegi e rischi del giovane campione in una città così differente dalle altre». Roma, spiega Totti, è diversa «per l'amore. Come si sa, io non mi sono ritirato volentieri. Mi consolavo pensando che una volta chiusa la carriera mi sarei almeno riappropriato di una vita. Invece il legame con la gente è diventato ancora più stretto, e aumenta, aumenta ogni giorno. E siccome dopo il ritiro qualche momento amaro l'ho passato, e non ero abituato, mi tengo stretto l'affetto popolare, altro che respirare un po'». 
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