Portogallo-Italia, le pagelle: Mancini ha una squadra di riserve

 DONNARUMMA  6,5
Carne tremula nelle uscite affollate. Lo salva prima Romagnoli, poi la traversa. Nessuno può salvarlo da Andrè Silva. Paratona su Bernardo Silva. Limita il passivo.
 LAZZARI  5
Esordio double face per l’esterno della Spal. Discreto in fase di spinta, disastroso in difesa. Non alleviamo più difensori, tantomeno terzini. Così Bruma vive una notte da CR7.
 CALDARA  5
Al debutto stagionale. Si avventura sulla trequarti, perde un tackle e dà il via libera a Bruma che poi offre la palla dell’1-0 ad Andrè Silva. Male male.
 ROMAGNOLI  5,5
Salva sulla linea il tiro a botta sicura di Bernardo Silva. Spazza quando deve. Timido come tutti, ma lucido. Però vede segnare André Silva, uno che quando era suo compagno di squadra in rossonero non la metteva dentro nemmeno con le mani. 
 CRISCITO  6
Nel ballo dei classe ‘90 lui, alla 25esima presenza azzurra, è il veterano della difesa. Fa quel che può, mettendo toppe qua e là (29’ st Palmieri ng: esordio per l’ex romanista).
 CHIESA  5,5
Schierato a furor di popolo. Inizia con verve e tiro, ma si spegne piano piano.
 CRISTANTE  4,5
Corre tanto, ma corre a vuoto. Non c’è quando deve tamponare, non c’è quando deve costruire. Insomma, non c’è (34’ st Belotti ng: la mossa della disperazione).
 JORGINHO  5,5
In affanno, sopraffatto da Willim Carvalho. Perde, ma non smette mai di lottare.
 BONAVENTURA  5
Incide poco, il suo fioretto fa il solletico ai portoghesi.
 ZAZA  5,5
Voglia di riscatto evidente tanto quanto la sua evanescenza.
 IMMOBILE  5,5
In vana attesa di una palla gol, prova a confezionarne una in proprio al 26’, ma non s’intende con Zaza. Stanco di aspettare la manna dal cielo, si abbassa a cercare palla, ma Mancini lo cazzia. E poi lo toglie (14’ st Berardi 5,5: qualche innocuo guizzo).
 MANCINI  5,5
Cambia quasi tutto rispetto alla Polonia. Il problema è che ha una squadra di riserve o, meglio, con una mentalità da riserve. I protagonisti sui nostri campi solo loro, gli stranieri. Non importa se polacchi, portoghesi, brasiliani o argentini. È un dramma sportivo che va al di là delle qualità tecniche o dai moduli tattici. La palla diventa una sfera di lava che brucia sui piedi, un attrezzo ostico. Uno sconosciuto. La risalita sarà lunghissima.

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