Simone Cristicchi a Roma, l'omaggio a Battiato: «Il mio maestro, mi ha aiutato a indagare nell'anima»

Simone Cristicchi a Roma, l'omaggio a Battiato: «Il mio maestro, mi ha aiutato a indagare nell'anima»

Stasera alla Casa del Jazz (ore 21) “Torneremo ancora”, Concerto mistico per Battiato di Simone Cristicchi e Amara.
Cristicchi, cosa è scattato in lei quando il maestro Battiato ci ha lasciato?

«Una grande commozione. Ero preparato, purtroppo, alla triste notizia perché sono molto amico di padre Guidalberto Bormolini che l’ha seguito spiritualmente e l’ha accompagnato fino alla fine, tenendomi sempre aggiornato sulle condizioni. Quando ho scritto la canzone “Dalle tenebre alla luce”, una sorta di lettera a Dio, padre Guidalberto l’ha fatta sentire a Franco che era ammalato e mi ha raccontato che mentre l’ascoltava gli è uscita una lacrima di commozione. Questa è una cosa che mi emoziona ancora tantissimo».
L’ha conosciuto personalmente?
«Nel 2007 mi invitò nella sua casa di Milo, all’indomani del mio successo al Festival di Sanremo perché voleva conoscermi. In quel periodo ero molto popolare. Passammo un pomeriggio insieme, ricordo che abbiamo parlato tantissimo. Per me è stato un regalo».
Battiato ci ha insegnato l’essenza e l’arte, il suo viaggio nell’anima…
«La cosa che mi lega di più a lui è proprio la concezione di arte come strumento per indagare nell’interiorità, quasi fosse un qualcosa di terapeutico. Perché l’arte influenza la realtà e Battiato l’ha fatto con intere generazioni».
Come sta in questo momento la sua di anima?
«Sto molto bene, ci siamo rimessi in marcia dopo questo lungo periodo: è bello rincontrare il pubblico, gli spettacoli sono tutti sold-out. In questo concerto siamo un collettivo di musicisti con Amara, tutti mossi da questa profonda commozione di omaggiare il grandissimo Battiato davanti al suo pubblico rimasto orfano e al nuovo pubblico che si aggiunge. Viene sprigionata un’energia fortissima».
Ha lasciato da parte la sua vocazione di fabbricante di canzoni?
«A chi mi chiede quando uscirà il mio nuovo disco dico che le canzoni le canto direttamente dal vivo. Il momento non l’ho deciso, i brani li ho incisi, l’album ancora no».
Durante la non riapertura dei teatri lei aveva chiesto invano di aprire le chiese ai musicisti…
«È stata dura. A livello economico ho avuto una perdita enorme perché due anni senza fare niente è un grave danno ma in compenso ho utilizzato la creatività. Ho scritto un libro “HappyNext. Alla ricerca della felicità” che è ancora in classifica, ho ricominciato a disegnare, del resto io nasco come fumettista, Elisabetta Sgarbi ha allestito una mostra. Tante piccole grandi cose che mi hanno permesso di rallentare il ritmo perché prima viaggiavo a ritmi disumani: con 90-100 repliche l’anno avevo perso anche il piacere di annoiarmi».
A Sanremo tornerebbe?
«Sì, ma con una canzone che mi rappresenta al 100%, come ho sempre fatto».

 

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