GionnyScandal, trapper romantico: «La mia canzone d'amore per la ex. E sulla pelle mi tatuerò la nonna»

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Oltre centomila stream in quattro giorni. GionnyScandal chiama con il suo nuovo singolo Se ci sei tu, il suo popolo risponde a suon di download. Al secolo Gionata Ruggieri, classe 1991, non ha mai fatto mistero della sua vita travagliata: abbandonato in orfanotrofio dai genitori naturali, rimasto orfano molto presto di quelli adottivi e cresciuto con la nonna. Anche la nuova canzone è un’autobiografia di sentimenti. Una canzone d’amore.
A chi è dedicata?
«Alla mia ex ragazza. Perché sono bravo a parole ma di più a scriverle. Era l’unico modo per esprimermi al cento per cento». 
E lei come ha reagito?
«L’ha ascoltata. Ma era ed è una situazione complicata. È come se avessi scritto una lettera. Io il mio messaggio l’ho lanciato». 
La sua emo-trap può essere anche romantica?
«Dopo l’uscita di Black Mood (l’ultimo album ndr) ho deciso di non legarmi troppo a un’etichetta di genere. Voglio andare in studio e sentirmi libero. Per Se ci sei tu potremmo parlare di emo-trap-pop».
Ora aspettiamo il video. Anticipazioni?
«Posso dire che ho ascoltato molto i gusti del mio pubblico. Ci sarà quello che si aspettano da me».
 

Nelle sue canzoni c’è molto della sua vita. La musica che ruolo ha avuto?
«Mi ha salvato in pieno. Se non ci fosse stata la mia storia alle spalle, quasi sicuramente non sarei riuscito a diventare un artista. Credo che la sofferenza sia una componente fondamentale dell’arte».
Una storia scritta anche sulla pelle. Quanti tatuaggi ha?
«È una domanda troppo difficile».
Qual è il più significativo?
«Il prossimo che farò. Mi tatuerò un ritratto di mia nonna sulla schiena, che al momento è totalmente libera».
Perché è così importante per lei?
«È la persona che mi ha cresciuto e fatto diventare quello che sono. È stata nonna, sorella, genitore».
I social per lei hanno un ruolo fondamentale. Li userebbe se facesse un altro lavoro?
«Me lo chiedo spesso. Sì, per non sentirmi tagliato fuori dal mondo. Ma non sentirei la stessa pressione nel dover pubblicare per forza».
Ha visto Sanremo? Cosa le è piaciuto?
«Tifavo per Achille Lauro, ho capito il messaggio che voleva mandare. Mi è piaciuto anche Amadeus». 
Se la chiamassero ci andrebbe?
«Ci andrei. Ma non posso dire di più».
Sta lavorando a un nuovo album?
«Nì. Ufficialmente no, ma sono uno che va in studio ogni settimana, sono uno stakanovista. Sono passati solo pochi mesi da Black Mood, voglio prendermi un po’ di tempo per viaggiare e farmi un bagaglio di conoscenze».

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