Morbillo, oltre 400 casi a giugno: "L'89% non era vaccinato". Renzi: non si può morire così

Sono stati 401, a giugno 2017, i casi di morbillo registrati in Italia a fronte degli 85 registrati a giugno 2016 (+370%). Salgono complessivamente a 3.500, da inizio anno i contagi segnalati, nel 35% dei casi è stata registrata almeno una complicanza e 2 sono stati i decessi. Ad aggiornare i dati è il 16/mo bollettino settimanale (Settimana di riferimento 3-9 luglio 2017) nato per monitorare e descrivere in modo tempestivo l'epidemia di morbillo in corso nel nostro Paese da gennaio 2017, a cura di Ministero della Salute e Istituto superiore della sanità (Iss).

L'89% dei contagiati non era vaccinato, il 6% vaccinato con una sola dose. Il 41% è stato ricoverato, il 22% ha fatto ricorso al pronto soccorso. Il 56% dei casi è stato registrato tra 15 e 39 anni, il 6% invece, ovvero ben 210 casi, ha riguardato bimbi sotto l'anno di vita, i più a rischio e quelli che ancora non possono essere vaccinati. Registrati, infine, 255 casi tra operatori sanitari, più a rischio di trasmettere la malattia a persone immunodepresse. 

RENZI: NON SI PUÒ MORIRE PER UN MORBILLO  «Non voglio entrare nel merito del decreto. Questo non è un problema politico, se non vaccini tuo figlio non stai facendo un danno solo a tuo figlio ma a tutta la classe di tuo figlio. Questa è una questione che riguarda il futuro dei figli, non si può morire per le conseguenze di un morbillo». Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, ospite di Rtl 102.5.

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