le lune di paola romano allo stadio di domiziano, sotto piazza Navona

Non è un riflesso, un’illusione come quella della luna nel pozzo. Le lune dell’artista Paola Romano sono realmente scese nella Roma sotterranea, incastonate tra gli scavi dell’antico Stadio di Domiziano, sotto Piazza Navona. La raccolta dell’artista – dal titolo “Silenti Riflessi” – splende negli spazi espositivi del Museo in Via di Tor Sanguigna dal 20 maggio al 2 Luglio 2017. Quarantacinque le opere esposte, scelte tra le sue famose lune, realizzate sia in polimaterico classico che in tecnica di affresco, e le nuove e suggestive opere scultoree in resina dalla forma sferica di grandi dimensioni ispirate agli astri e allo spazio.
La mostra - ideata da Emanuele Lamaro e Amedeo Demitry – è curata dal critico d’arte Francesco Gallo Mazzeo  e prodotta da Sangiorgio Investimenti d’Arte di Antonio Lagioia, gruppo che da oltre vent’anni opera nel mercato dell’arte organizzando eventi culturali di grande prestigio. 
Oltre ottocento ospiti accorsi all’inaugurazione tra i quali Alex Partexano, Vincenzo Bocciarelli, Marina Pennafina, Graziano Scarabicchi, Roberta Beta, gli stilisti Mario Orfei e Roberto Cagnetta, Guglielmo Giovanelli Marconi, Bianca Maria Caringi Lucibelli, Irene Bozzi, Maria Teresa Stabile, Maria Consiglio Visco Marigliano, Claudia Corinna Benedetti, Laura Nuccetelli, Antonella Succi, Alessia Montani, Silvio Paternostro, Gianni Ferretti il prefetto Gianni Ietto con la moglie Maria Romana, Roberta Mesiti, Camilla Ancilotto, Antonio Troiani e Bruno Petrosino, Fabio e Paola Maresci, l’assessore alla cultura del comune di Monterotondo Riccardo Varone, Giuseppe Ortuso, accolti dall’ufficio stampa dell’artista Emilio Sturla Furnò.
"Lo Stadio di Domiziano” – ha osservato Matteo Tamburella, amministratore delegato della MKT121 Srl, concessionaria dell’area archeologica – “è quanto resta del primo e unico esempio di stadio in muratura, fino ad oggi conosciuto a Roma, un luogo in cui l’atmosfera, la storia e l’antica vita artistica del sito accentuano il pathos delle opere in mostra. Il suggestivo allestimento della Romano, offre ai visitatori l’opportunità di scoprire questa preziosa area archeologica con contenuti nuovi e alternativi”.
Nel corso della serata inaugurale si è esibita dal vivo la giovane e pluripremiata artista Federica Pento, che ha interpretato “Lunincanto“, brano scritto e arrangiato dal Mo Gianluca Sole. La canzone è dedicata al viaggio di una stella cadente percepito dalla Luna, e - in un’ottica completamente diversa - dagli uomini che popolano la Terra. Il videoclip di Lunincanto è stato proiettato durante il corso dell’intera serata a cui ha collaborato la casa vinicola Casale del Giglio.

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