'Il dio di Roserio', Gifuni insegue Testori: il monologo da stasera al Franco Parenti

Dante Pessina è un ciclista dilettante, ma nella potenza delle sue gambe ruggisce il campione che insegue la vittoria. Non per niente i tifosi lo chiamano Il dio di Roserio. 

E così si intitola l'esordio letterario di Giovanni Testori che nel 1954 scriveva questa stupefacente epopea proletaria in una lingua che scompaginava regole e convenzioni letterarie sull'onda di intrepide sperimentazioni. 

La storia è quella del Pessina, un poveraccio che lavora a un distributore di benzina ma sogna il Giro pedalando sulle strade di terra e asfalto della Lombardia. Pur di conquistare il primo posto nella Coppa del Lago e passare finalmente tra i professionisti lasciandosi alle spalle miseria e umiliazioni, non esita a far cadere il suo gregario e compagno di squadra, il Consonni, causandogli un colpo alla testa che lo porterà dritto al manicomio.

Affresco di un'Italia lanciata a perdifiato dietro il sogno del boom ma già erosa nella purezza dei suoi valori, Il dio di Roserio arriva da oggi a domenica al Teatro Franco Parenti con Fabrizio Gifuni che, proseguendo il suo viaggio tra scena e letteratura, va ben oltre il reading fornendone una travolgente interpretazione. Un corpo a corpo con la fatica e il sudore del campione maledetto, ma soprattutto con forza di una parola che contiene infinite diramazioni e risonanze. 

Leggi l'articolo completo
su Leggo.it
Outbrain
Carbonizzati in auto, Mimmo il calabrese incastrato dalle telecamere: il video con la tanica di benzina
Maturità 2019, le tracce dei temi della prima prova: Ungaretti con «Risvegli», poi Stajano e Sciascia. Dalla Chiesa e Bartali per l'attualità
William e Kate, il corteo reale investe una donna di 83 anni: ricoverata con il bacino rotto
Nuova aggressione al cinema America: vittima l'attrice Federica Zacchia
Andrea Camilleri come sta, l'ultimo bollettino delle 12