Coronavirus, allarme lockdown per i giovani: insonnia e fame nella quarantena dei ragazzi

Notti insonni e fame nervosa, l'adolescenza non può proprio andare d'accordo con il lockdown. Ragazzi che vivono chiusi in casa da due mesi senza amici, senza poter vedere la fidanzatina e senza poter fare quello che prima riempiva le giornate, dallo sport a una semplice passeggiata per negozi. Una vita in cattività dove anche poter rientrare a scuola diventa un sogno irraggiungibile. La quarantena porta inevitabilmente i suoi effetti e non sono dei migliori, soprattutto tra i giovani alle prese con ansie e nervosismi da imparare a gestire.

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Oggi la paura principale per i giovani è quella di non riuscire ad immaginare il loro domani: a rivelarlo è l'indagine Giovani e Quarantena dell'Associazione Nazionale Di.Te. per le dipendenze tecnologiche in collaborazione con Skuola.net che ha intervistato 9.145 giovani in età scolare tra gli 11 e i 21 anni. «In questo momento di isolamento spiega lo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Lavenia, presidente Di.Te i ragazzi non hanno certezze, non riescono a sognare come sarà il loro domani. Avere la capacità di desiderare è il motore della vita: se lo si tiene spento, si rischia di alimentare situazioni spiacevoli mosse dall'aggressività o sopite dall'apatia. Stiamo rilevando l'aumento dei disturbi d'ansia e degli stati depressivi tra gli adolescenti».

Emergono infatti problemi legati soprattutto agli stili di vita, dal sonno all'alimentazione: l'80% degli intervistati va a dormire più tardi la sera, il 49% ha continui risvegli notturni e si sente molto stanco la mattina seguente, mentre il 42% indugia nel letto faticando ad alzarsi e il 46% ha difficoltà ad addormentarsi. Si tratta di disturbi del sonno e del riposo che provocano comunque uno sfasamento generale, che va a incidere poi sulle giornate con effetti nel quotidiano.

Ma non è tutto: più della metà dei giovani intervistati ha cambiato anche le abitudini alimentari. Tra questi, il 58% dice di mangiare di più rispetto a quanto faceva prima del lockdown, 4 ragazzi su 10 ammettono di mangiare a qualsiasi orario mentre il 45% non presta alcuna attenzione a quel che mette in tavola.

Alla base di questi disturbi legati al sonno e all'alimentazione spesso c'è l'uso massiccio degli strumenti tecnologici che, proprio in questa fase di quarantena, rappresentano l'unico modo per mantenere un contatto con gli amici: il 35% dei ragazzi afferma infatti di essere sempre connesso, ma il 74% percepisce comunque un forte senso di solitudine. «La tecnologia - aggiunge Lavenia - è sì social ma non è per nulla socializzante. Fa sentire soli e non contiene le ansie». (L. Loi.)

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