Ilaria Ravarino ROMA - «Tutti i criminali finiscono in due modi: o morti,

Ilaria Ravarino
ROMA - «Tutti i criminali finiscono in due modi: o morti, o in prigione - dice di se stesso il fantasma del boss del crimine John Gotti, nel film a lui dedicato - io ho fatto entrambe le cose». Gangster per le strade di New York negli anni Settanta, marito e padre normale fra le mura di casa, il boss della famiglia Gambino era un gangster singolare. Elegante (lo chiamavano il Teflon Don della criminalità organizzata), abilissimo nello sfuggire alla giustizia, fu accusato di tredici omicidi e da domani la sua storia arriverà nelle sale italiane, nel discusso biopic di Kevin Connolly Gotti - Il primo padrino.
Interpretato da John Travolta in coppia con la moglie (nella vita e sul set) Kelly Preston, più che discusso il film e stato letteralmente silurato - prima dallo scorso festival di Cannes, che ne ha deliberatamente ignorato la presenza in programma, confinandolo fuori dal fuori concorso, poi dalla critica online. Che dagli Stati Uniti ha bollato il film come «il peggior gangster movie mai prodotto». E se c'è chi ritiene che le stesse stroncature, in questa epoca di fake news, siano una mossa di marketing («La critica non l'ha amato - postava poco dopo l'uscita negli Stati Uniti il sito ufficiale del film - il pubblico lo adorerà»), tra i fan più convinti del film c'è lo stesso Travolta. «Gotti era un macho - ha raccontato l'attore a Cannes - molto diverso da come sono io. Ma nella storia vedremo il suo lato più umano, ed è la prima volta che qualcuno ha il coraggio di farlo. È forse l'unico film a esplorare questo aspetto della vita di una famiglia di mafia. E mia moglie sul set è stata eccezionale».
Nei panni della moglie di Gotti, Preston avrebbe trovato l'ispirazione per il suo personaggio proprio dalla famiglia del gangster: «Mi hanno invitato a pranzo, hanno cucinato la pasta, si comportavano come una normale famiglia italiana. E poi mi hanno permesso di fare tutte le domande che volevo». Gentili, gentilissimi: «Tutto sommato - ha detto Travolta - dopo Weinstein e gli scandali che sono seguiti, ho avuto l'impressione che il mondo di Hollywood sia più corrotto di quello in cui sono cresciuti i Gotti».
riproduzione riservata ®

Leggi l'articolo su Leggo.it
Outbrain
Salvini difende gli arbitri: «In Milan-Juve un vaffa ci può stare. In periferia in 300 all'ospedale»
La laurea, il master e poi il “mal di vivere”: si uccide a 31 anni, trovata dai genitori
Sesso su una panchina davanti a tutti: amanti focosi arrestati. Lui ha 29 anni, lei 23
Milionaria 23enne cerca un fidanzato e offre 70mila euro all'anno: ecco i requisiti
Vaccini, Emis Killa neopapà: «Che palle questi genitori che non vaccinano i figli»