Nel 2003 sparò ai passanti, lo Stato dovrà risarcire i feriti: "Porto d'armi a un uomo disturbato"

Era il 2003 quando Andrea Calderini, 31enne sposato da appena tre mesi, impugnava un'arma da fuoco per assassinare in bagno la 22enn moglie Helietta Scalori e la vicina di casa Maria Stefania Vinassa De Regny, prima di suicidarsi nella camera da letto di un appartamento a Milano. Dalla finestra aveva anche sparato alla cieca sui passanti, ferendone tre e in particolare un avvocato e una donna paralizzata da due colpi alla spina dorsale. A quattordici anni di distanza lo Stato è stato condannato a risarcire i feriti perché a un uomo con evidenti turbe psichiche e con a carico varie denunce giudiziarie era stato consegnato un regolare porto d'armi. 

Il Tribunale civile di Milano, infatti, ha condannato il ministero dell’Interno, quale responsabile civile in solido con il poliziotto che materialmente sbrigò la pratica, a risarcire con oltre 2 milioni di euro i feriti. Il poliziotto,  lo psichiatra e il medico militare autori di due certificati, erano stati condannati a 1 anno e 10 mesi per concorso colposo negli omicidi. Maxi risarcimento alla donna rimasta paralizzata: un danno non patrimoniale di 1,3 milioni e patrimoniale di 376.000 euro. Nell’avvocato invece, che fisicamente si è ripreso dopo due anni, i consulenti hanno accertato un grado di sofferenza prossimo ai livelli massimi per un danno non patrimoniale di 156.000 euro e patrimoniale di 120.000 euro. 

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