Morbillo, l'Assessore respinge le accuse: "Il bimbo morto non ha contratto il virus in ospedale"

A seguito dei casi di morbillo verificatisi al San Gerardo di Monza, l'ospedale ha predisposto misure di emergenza, come ha spiegato Gallera: «Il direttore dell'Asst Monza Matteo Stocco mi ha riferito che alla comparsa dei casi di morbillo, sia all'interno del Centro Maria Letizia Verga, che dell'ospedale San Gerardo, sono state messe in atto misure di prevenzione che hanno permesso di contenere la possibilità di contagio all'interno dei reparti».

Poi l'assessore ha spiegato che si tratta di «misure efficaci che, come confermato anche dal direttore della Clinica Malattie Infettive del San Gerardo Andrea Gori, hanno impedito, nonostante i numerosi accessi al Pronto soccorso del Centro pediatrico e nonostante la provincia di Monza Brianza sia la seconda in Italia per numero di casi di morbillo, il verificarsi di una vera e propria epidemia».

Per arginare le polemiche sorte rispetto alla morte del piccolo paziente dell'ospedale monzese, Gallera ha «ribadito che, al di là delle polemiche sterili e senz'altro dolorose per i genitori di un bambino che non c'è più, come sostengono le autorità mediche e scientifiche, non solo io, l'unico modo per prevenire eventi tragici e tutelare chi per patologia a rischio non può sottoporsi a vaccinazione, sia raggiungere quella percentuale del 95% di copertura vaccinale che garantisce la cosiddetta 'immunità di gregge' e il debellamento della malattia».

 

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