Lombardia, Gori in campo contro Maroni. Sala: "È l'uomo giusto per ripartire"

La decisione spetterà al Pd e alla coalizione, ma il sindaco di Bergamo Giorgio Gori si fa avanti. Per sfidare Roberto Maroni alle elezioni regionali la prossima primavera - o anche prima - lui c'è.

Nonostante la batosta del centrosinistra alle amministrative che si sono concluse con i ballottaggi dello scorso weekend - consegnando anche città simbolo come Sesto San Giovanni al centrodestra - Gori ha infatti confermato la disponibilità a tentare l'impresa di portare il centrosinistra alla guida della Regione. Insomma lui può e vuole giocare la partita. E intanto incassa l'appoggio del segretario regionale dem Alessandro Alfieri: «Il giorno dopo la sconfitta partiamo dalla consapevolezza che ogni partita è una storia a sè e, se è positivo che vi siano figure del centrosinistra che vogliano cimentarsi in questa sfida, lo è doppiamente se si tratta di una persona che sta facendo molto bene il sindaco a Bergamo», ha detto. Anche se poi ha precisato che come da cronoprogramma la squadra per le regionali si saprà a luglio: «Facciamo un passo alla volta». In ogni caso, ha osservato Alfieri, le ultime consultazioni hanno premiato «la volontà di cambiamento» e questo, ha detto, «ci fa ben sperare perché Maroni è l'unico sopravvissuto della Prima Repubblica».

Plauso per Gori anche dal sindaco Beppe Sala: «Apprezzo la decisione, soprattutto in un momento come questo, scegliendo una buona dose di rischio. «Mi viene da dire - ha agiunto - che a questo punto Gori è il candidato più forte per vincere contro Maroni».
Sul fronte avversario a parlare è il leader della Lega Matteo Salvini, che ironizza: «Ben venga Gori. Abbiamo visto il Pd e la sinistra come hanno battuto la Lega e il centrodestra alle elezioni a Como, Monza, Sesto San Giovanni, Lodi, ma mi piacerebbe che i sindaci renziani si occupassero delle loro città e non delle loro carriere politiche».

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