Gaza guerra, potere di veto nel Consiglio di sicurezza Onu: cos'è e cosa dice l'articolo 27

È il potere che hanno solo i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti

Cessate il fuoco in cambio di ostaggi a Gaza: c'è il veto di Russia e Cina alla risoluzione statunitense all’Onu. Russia e Cina hanno bloccato con il veto in Consiglio di Sicurezza Onu la risoluzione elaborata dagli Usa sulla tregua a Gaza che «determina l'imperativo di un cessate il fuoco immediato e prolungato per proteggere i civili di tutte le parti, consentire la consegna di assistenza umanitaria essenziale e alleviare la sofferenza umanitaria». Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, 3 voti contrari (l'Algeria oltre al veto di Russia e Cina), e un astenuto, la Guyana. 

Gaza, veto di Russia e Cina alla risoluzione Usa all'Onu per cessate il fuoco in cambio di ostaggi. Mosca: «Dava ok ad attacco a Rafah»

Il potere di veto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite è il potere che i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti) hanno di bloccare, porre il veto appunto, qualsiasi risoluzione "sostanziale". 

Il potere di veto ha origine nell'articolo 27 dello Statuto delle Nazioni Unite, che recita: "Ogni Membro del Consiglio di Sicurezza dispone di un voto. Le decisioni del Consiglio di Sicurezza su questioni di procedura sono prese con un voto favorevole di nove Membri. Le decisioni del Consiglio di Sicurezza su ogni altra questione sono prese con un voto favorevole di nove Membri, nel quale siano compresi i voti dei Membri permanenti: tuttavia nelle decisioni previste dal capitolo VI e dal paragrafo 3 dell’articolo 52, un Membro che sia parte di una controversia deve astenersi dal voto. Un voto negativo di uno qualsiasi dei membri permanenti blocca l'adozione di un progetto di risoluzione. Tuttavia, un membro permanente che si astenga o sia assente dal voto non ostacolerà l'adozione di una delibera".

Il "potere di veto" è indicato anche come il principio di "unanimità delle grandi potenze". 

Blinken da Netanyahu, attesa per risoluzione Onu su cessate il fuoco

Nel Consiglio di sicurezza siedono anche 10 membri non permanenti, eletti dall'Assemblea generale per un mandato di due anni. Questi membri non hanno potere di veto. La presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ruota mensilmente tra i suoi membri, seguendo l'ordine alfabetico. In questo momento il Consiglio è presieduto dal Giappone: l'ambasciatore del Giappone presso le Nazioni Unite è Yamazaki Kazuyuki. Il prossimo mese sarà Malta. 

Potere veto, chi l'ha usato di più? La Russia

Il potere di veto si applica solo alle risoluzioni "sostanziali", ovvero quelle che riguardano questioni di pace e sicurezza. Le risoluzioni procedurali, come quelle che stabiliscono l'ordine del giorno o regolano il lavoro del Consiglio, non sono soggette a veto. Il Paese membro permanenete che ha usato di più il potere di veto da quando esiste è la Russia.

Usa: Cina e Russia ciniche

«Ci sono due ragioni profondamente ciniche dietro questo veto: primo Russia e Cina non vogliono condannare Hamas per gli attacchi del 7 ottobre. Inoltre semplicemente non vogliono vedere adottato un testo elaborato dagli Stati Uniti», ha detto l'ambasciatrice americana all'Onu Linda Thomas-Greenfield dopo il fallimento in Consiglio di Sicurezza della risoluzione Usa sulla tregua a Gaza. «Sappiamo benissimo che dietro tutta la retorica, Russia e Cina non fanno nulla di diplomatico per una pace duratura o per contribuire sinceramente agli sforzi umanitari», ha aggiunto. Thomas-Greenfield ha poi anticipato che l'altra bozza elaborata da alcuni membri non permanenti del Cds che chiede una tregua per il Ramadan a Gaza non usa un linguaggio corretto: «non possiamo adottare un prodotto che metta a rischio gli sforzi diplomatici nella regione».

Russia: era ok a Rafah

La Russia dice invece che il veto rappresenta la contrarietà all'operazione a Rafah. «Supportare questo testo significa coprirsi di vergogna, non possiamo permettere al Consiglio di Sicurezza di essere uno strumento di Washington per le sue politiche in Medio Oriente. E il testo americano dà a Israele la luce verde per un attacco a Rafah». Cosi l'ambasciatore russo all'Onu, Vassily Nebenzia, che ha messo il veto insieme alla Cina sulla bozza Usa per il cessate il fuoco a Gaza. «Per sei mesi il Consiglio di Sicurezza è stato incapace di chiedere un cessate il fuoco a Gaza a causa del ripetuto veto degli Usa, e ora dopo sei mesi con la Striscia praticamente spazzata via, gli Stati Uniti chiedono un cessate il fuoco». 

Leggi l'articolo completo su
Leggo.it