La smemoranda? Fu il primo social

Gino, Michele e Nico, inventori di Smemoranda, quest'anno il vostro diario compie 41 anni. È ancora indispensabile la carta ai tempi della rete?
«Sì! Anche perché, incredibilmente, Smemo è stato il primo social network su carta! E continua a esserlo nonostante l'evoluzione delle tecnologie! Certo si confronta con lo smartphone, ma tra i ragazzi la voglia di scrivere, pasticciare, attaccare cose, per fortuna, non sparirà mai. Noi, inevitabilmente, ci siamo evoluti insieme alla società che cambiava con contenuti, formati e collaborazioni che sanno interagire con internet e dintorni. Pensiamo che la carta saprà convivere con i nuovi mezzi. Non possiamo, e non dobbiamo, rinunciare alla carta, al suo odore e al suo fascino; certo dobbiamo trovare quella giusta sintesi per rinnovarci mantenendo un legame con la storia e con l'arte della scrittura e del pasticcio».

Smemoranda 2019 è dedicata alla parola ciao... perché?
«Ciao è l'incontro, la conoscenza, l'innamoramento, l'amicizia. È il saper abbattere una barriera per aprirsi al mondo con quattro semplici lettere. Ciao è la parola italiana, dopo la pizza, più conosciuta al mondo. Non sapevamo che ci fosse la coincidenza di questo anniversario! L'abbiamo scoperto strada facendo che quest'anno compiva duecento anni, un caso fortunato».

Tanti vip hanno scritto sulla Smemoranda 19: da Jovanotti ai Maneskin. Chi è il vostro sogno tra i personaggi che ancora non avete ospitato?
«Lavoreremo per il prossimo futuro per riuscire a coinvolgere Bono Vox e Woody Allen la speranza è l'ultima a morire».
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