Striscione fascista a Milano, indagati 8 ultrà laziali: «Numero destinato a salire». Identificato il capo

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Sono 29, complessivamente, gli ultras individuati e identificati nelle ore successive alla manifestazione non autorizzata durante la quale, ieri, a Milano, è stato esposto uno striscione di stampi neofascista in piazzale Loreto. Lo ha precisato stamani la Polizia. La Digos infatti ha accompagnato in questura 28 persone, mentre un capo ultras laziale, Carlo C., di 53 anni, l'uomo che ha chiamato il «presente» al drappello, è stato identificato da un video. Di esse, 9 sono state denunciate, 8 per i fatti di piazzale Loreto, e 1 per il possesso di un manganello telescopico.

Sono otto gli ultrà laziali identificati per aver preso parte al blitz neofascista di ieri vicino a Piazzale Loreto, a Milano, denunciati dalla Digos per manifestazione fascista e che a breve saranno iscritti nell' inchiesta del capo del pool antiterrorismo Alberto Nobili.

Un numero destinato ovviamente a crescere, anche perché già ieri i sospettati erano 22. Si è saputo che alcuni passanti hanno preso il numero di targa di alcune macchine degli ultrà. Un ultrà interista è stato denunciato perché aveva un manganello.

Da quanto si è saputo, investigatori e inquirenti hanno identificato con grande probabilità l'uomo che, di fronte agli altri ultrà del gruppo degli 'Irriducibilì della curva laziale, ha incitato a gridare il «presente» per Mussolini, con tanto di saluti romani a pochi passi da Piazzale Loreto. Si tratta di un capo curva laziale, già noto agli investigatori, ma ora la Digos sta effettuando ancora verifiche e comparazioni sulle immagini a disposizione per arrivare ad una identificazione certa e completa.

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