Roma sorvegliata speciale, da oggi 58 treni con Milano: controlli intensificati a Termini e Fiumicino

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Controlli intensificati in aeroporti e stazioni, potenziato il “contact tracing” in caso di soggetti positivi e inflessibilità sul rispetto dell’uso della mascherina e del distanziamento sociale. 

Nel primo giorno di riapertura agli spostamenti tra le regioni, ma anche agli altri Paesi europei, Roma diventa sorvegliata speciale: sarà infatti proprio la Capitale a dover gestire, nei suoi scali ferroviari e aeroportuali, i maggiori flussi di partenze e arrivi dagli altri territori d’Italia, compresi quelli in cui si registrano contagi ancora alti. 

TERMOSCANNER. Per monitorare il progredire della situazione ad avere importanza centrale saranno i termoscanner allo scalo di Fiumicino e alla stazione Termini, dove da oggi 58 treni collegheranno Roma a Milano. Negli scali ferroviari, portuali e aeroportuali saranno dunque potenziati i servizi di assistenza, e i casi sospetti positivi saranno indirizzati ai drive in per i test. «Non bisogna abbassare la guardia, il compito ora, anche per le istituzione nazionali, è tutelare Roma», ha avvertito il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Sullo stesso punto nei giorni scorsi aveva insistito l’assessore alla sanità, Alessio D’Amato: «L’obiettivo prioritario rimane difendere la Capitale e il Lazio. Termini, Fiumicino e Ciampino preoccupano. È auspicabile il tracciamento a livello nazionale». 

CONTACT TRACING. Il Lazio dunque punta tutto sul contact tracing e i test per individuare e isolare tempestivamente i nuovi casi. Tramontata invece l’idea di un modulo da compilare in ingresso, per garantire una sorta di tracciabilità delle persone che arrivano: impossibile renderlo obbligatorio e difficile gestire la mole di dati anagrafici che sarebbero dovuti essere nella disponibilità della Regione per almeno due settimane. Dunque verifiche stringenti sull’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi, sul divieto di assembramento, sul conseguente obbligo del distanziamento sociale. Potenziati i tamponi e il tracciamento dei contatti, col raddoppio degli operatori dedicati e un monitoraggio costante da parte delle Asl. L’idea è quella di non essere colti impreparati in caso di focolai e consistenti numeri di casi positivi, soprattutto se “importati”. 
 

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